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Inserito il - 17/07/2005 : 14:42:29  Mostra Profilo
Romeni in ansia per l'alluvione: "Nessuna informazione sui media italiani"

di Viorica Nechifor

TORINO - “Ho iniziato a preoccuparmi ieri, quando ho ricevuto un messaggio sul telefonino. Proveniva da un numero romeno ed il messaggio era breve e secco: “Pronto, la Romania sta affondando.” Siccome il numero era sconosciuto, ho cancellato subito il messaggio. La sera, rientrando a casa, sul pullman, mi è ritornato in mente. Scendo di colpo alla rpima fermata, entro in un call center e chiamo a casa. Mi risponde, piangendo, mia mamma che sta guardando la tv e vede delle scene drammatiche: un elicottero che salva dall'annegamento un agente della Protezione civile, case e ponti distrutti, gente che cammina con l'acqua fino al petto, portando sulla testa un pacco con i pochi oggetti personali salvati. A casa mia, fortunatamente, a Suceava, non è successo nulla di grave, anche se piove ormai da tre giorni. Ma il resto del paese è davvero sott'acqua”.
“I miei mi hanno detto che piove e che ci sono delle inondazioni, ma niente di grave. Non mi hanno detto molto sulla situazione reale. E d’altronde non posso neanche andare a casa quest’anno, alla frontiera la situazione è sempre più complicata e ho paura di non poter rientrare. Non vedo l’ora di risolvere l’incubo dei documenti e di poter andare a casa quando e come mi pare. Questa non è vita, ma purtroppo non ho scelta”. Questo è il dialogo tra due signore romene al mercato. Interviene nella discussione il fruttivendolo, romeno anche lui, che sa più detttagli: “La situazione è particolarmente grave a Bacau, Vrancea, Galati e Braila, dove le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza. Bacau e Vrancea sono isolate dal resto del paese per colpa dei ponti che hanno ceduto. In tutto, questa settimana le acque hanno coperto circa il 5 per cento del territorio della Romania”.

“Come mai da nessuna parte se ne parla? Ieri sera ho seguito tutti i telegiornali: nemmeno una riga, un annuncio, come se non succedesse nulla. E’ più importante parlare della dieta mediterranea e dei progetti di vacanze delle veline del momento, e non dire una parola su quello che sta succedendo? Come mai per l’Asia si è mobilitato il mondo intero, mentre per la Romania nessuno si degna nemmeno di parlare, figuriamoci di agire in qualche modo”. Ormai si è creato un capannello che discute ad alta voce l’argomento, e c’è chi guarda perplesso perché non capisce di cosa si parli. Alcuni pensano che il gruppetto stia litigando ed altri passano storcendo il naso, infastidititi dal fatto che i romeni occupino troppo posto e non lascino libero il passaggio.

“Io mi chiedo, come mai tutte le disgrazie colpiscono dove c’è già povertà e sofferenza? Sembra una maledizione questa, per la Romania. Mia nonna mi diceva al telefono che inondazioni così non ne ha mai viste in vita sua. Io ho pensato di andare a casa in pullman, ma con quello che succede dovrei prendere l’aereo. Però prenotare adesso un aereo per agosto costa intorno ai 500 euro se non di più. Non andare proprio a casa mi spaventa. Ci andrei a settembre–ottobre, ma la mia vecchietta non può rimanere sola. Vedrò se domenica in chiesa scoprirò di più sulla situazione, magari gli altri ne sanno di più di me”.

“Io sono in attesa del permesso di soggiorno, ho solo la ricevuta”. “Ora con la ricevuta si può partire: è uscito il decreto”. “Ho sentito che è uscito. Ma forse per noi romeni in questo caso dovrebbero prolungare il periodo, proprio come avevano fatto per i paesi asiatici colpiti dallo tsunami. Quello che io ho da ridire è che vorrei andare a casa con la macchina, perché così potrei anche portare parecchie cose, aiuti per chi ne ha bisogno. Siccome ho un furgoncino, tanti mi hanno chiesto di portare della roba a casa, nella provincia di Bacau. L’ho sempre fatto volentieri per i miei conoscenti, ma quest’anno ho solo la ricevuta. Ho tentato di inoltrare la richiesta di rilascio d'urgenza del permesso di soggiorno. All’ufficio informazioni della questura mi hanno detto che si può fare la procedura d’urgenza soltanto se dimostro con un certificato medico tradotto e autenticato che qualcuno di famiglia sta male. Mi chiedo: se si conoscesse meglio la situazione, ci sarebbe ancora bisogno di certificati e prove che c’è veramente un'emergenza in Romania? Basterebbero due o tre immagini che ho visto ieri alla tv romena e credo che non chiederebbero prove”.

“Ma come fai a vedere la tv romena? So che si può avere il ripetitore o come si chiama, ma non so chi me lo può montare e soprattutto quanto costa. Almeno così sapremmo cosa succede. Perché se aspettiamo che ci informino i media italiani, possiamo dormire tranquilli. Io ho tentato ieri di trovare il giornale romeno, la “Gazeta romaneasca”, ma è davvero introvabile. Ho fatto il giro della città, un edicolante mi ha detto: “Solo alla stazione”, un altro mi ha detto “Vada in centro, là dove vanno gli stranieri”, un altro mi ha detto: “Se lo vuole sempre, mi dia i suoi dati, lo ordino io per conto suo”.

Un signore di una certa età ha capito di cosa si sta discutendo nell'ormai folto gruppetto di romeni che si “aggiorna” tramite l’insolito raduno spontaneo (“radio sant”: è così che si chiama scherzosamente in romeno, vale a dire informarsi sul bordo del canale che attraversa il villaggio, avendo come fonte d’informazione le vecchiette che parlano e sparlano di tutto e di tutti). Interviene anche lui dicendo: “Neanche io ci vado quest’anno in Romania, ho sentito che ci sono le inondazioni e non ci vado. Andrò in Bielorussia, molti miei amici me ne hanno parlato bene”. “Vada, vada in Bielorussia, tanto per lei fa lo stesso. Per quello che va a cercare... Noi andiamo in Romania, perché là ci sono le nostre case”.
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