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onirica.parabola
...donando un sorriso

amicizia innocente


1046 Messaggi

Inserito il - 10/02/2006 : 07:36:49  Mostra Profilo
VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

Se vuoi, puoi guarirmi


Quando ero giovane mi appassionavo nel leggere la
vita di quel grande missionario, Padre Damiano, che
aveva fatto la scelta di vivere appartato dal mondo, in
un'isola dove erano confinati i lebbrosi.
Era poca la conoscenza, allora, di questo male, che si
riteneva contagioso, e quindi questi malati dovevano
vivere "fuori" dalla società, il più lontano possibile. Ed
era come un morire doppiamente: morire per una
malattia che oggi si può guarire facilmente e non
contagia, come si è abituati a credere e morire
emarginati. Poi venne quel grande apostolo dei
lebbrosi che fu Follereau, che si fece apostolo tra di
loro e si battè con tutte le forze per "guarire la nostra
lebbra" che era ed è l'emarginare.
E ci vuole poco. Voglio ricordare un fatto che lo
riguarda. Si dice che un giorno, visitando uno dei
luoghi dove vivevano segregati i lebbrosi,
accorgendosi di essere tra loro a mani vuote, perché
tutto quello che possedeva lo aveva speso in altri
lebbrosari. si scusò dicendo: "Ho le mani vuote...ma il
cuore è pieno di voi e tornerò". I lebbrosi non si
offesero. Si adunarono un attimo e poi si accostarono
a Follereau. Uno di loro disse: "Siamo felici che lei sia
qui. E tanto. E sappiamo che ci ama e questo per noi
è la più preziosa medicina; la medicina di sapere che
siamo sempre in lei e con lei. Ma le chiediamo un
dono: baciarle la mano".
Un dono che subito fu concesso. Dopo un poco di
tempo Follereau ricevette una breve lettera da quel
lebbrosario in cui si diceva: "Grazie per tutto ciò che fa
per noi...e grazie perché ci ha fatto dono di baciarle le
mani. Un gesto che conserviamo con gelosia, come
un profumo sulle mani, al punto che per giorni, per
conservare quel profumo, non ci siamo lavati le mani".
Cosa vuol dire amare.
"In quel tempo - racconta Marco - venne a Gesù un
lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se
vuoi, puoi guarirmi". Mosso a compassione, stese la
mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, guarisci!" Subito
la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo
severamente, lo rimandò e gli disse: "Guarda di non
dire niente a nessuno, ma va' presentati ai sacerdoti e
offri per la tua purificazione quello che Mosé ha
ordinato, a testimonianza per loro". (Mc 1, 40-45).
Di lebbrosari ce ne sono ancora molti nel mondo e
sono sempre là dove regna la povertà e dove la salute
è un bene difficile. E tutti sappiamo che la lebbra è un
male più che contagioso, repellente. La loro
emarginazione, più che per tutelare la nostra salute, è
per tutelare la "nostra rispettabilità".
Da qui il brutto male della emarginazione, che si
estende a tanti che, pur non essendo "lebbrosi",
costringiamo a vivere da separati in ambienti malsani,
cha hanno tanto in comune con i lebbrosari. La
cronaca è piena ogni giorno di eventi che scuotono la
nostra coscienza, a volte indifferente di fronte a questi
mali.
C'è un mondo che non trova un posto alla tavola della
vita cui ha diritto come tutti noi. I nostri mezzi di
informazione, se ci fate caso, ogni giorno mostrano
una Italia che sta bene, dando l'impressione che da
noi il benessere regni sovrano e che quindi da noi
possono trovare quello che a loro è negato, il più delle
volte dal nostro egoismo. E allora si adattano a vivere,
come lebbrosi, ai margini delle nostre città, in
baracche o roulotte, autentici "lebbrosari". E' un
grande problema di "compassione come quella di
Gesù" trovare una strada di solidarietà in modo che
tutti, ma proprio tutti, sia pure con la necessaria
prudenza, ritrovino dignità e gioia
. Dovremmo
ricordarci tutti, a cominciare da me, che questi fratelli
ora emarginati, tentati di ricorrere alla violenza con le
rapine, per "sedere" alla nostra tavola, "domani"
saranno davanti a Dio i nostri giudici.
La Chiesa con i centri di accoglienza, che sono una
meravigliosa geografia della carità, ha fatto grandi
passi ed oggi è la sola speranza di molti. Ma non è
sufficiente.
Scrive il Santo Padre nella sua recente enciclica: "Dio
è amore": "Il programma del cristiano - il programma
del buon Samaritano - il programma di Gesù è un
cuore che vede. Questo cuore "vede" dove c'è bisogno
di amore e agisce in modo conseguente. Ovviamente
alla spontaneità del singolo, deve aggiungersi,
quando l'attività caritativa è assunta dalla Chiesa
come iniziativa comunitaria, anche la
programmazione, la previdenza, la collaborazione con
tutte le altre istituzioni simili" ( n. 31,b).
\/iene da chiedersi perché Gesù, una volta guarito il
lebbroso, ordina: "Va', presentati al sacerdote e offri
per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a
testimonianza per loro".
Questo, perché?
Ai tempi di Mosè il lebbroso era considerato "un
impuro" che poteva contagiare gli altri e quindi non
poteva partecipare a pieno titolo nella comunità di
Israele: ciò comportava il suo allontanamento dal
santuario, che era il centro della purità, per la
presenza del Santo dei Santi. Toccava al sacerdote
allontanare o verificare la guarigione.
E' un poco come la nostra scomunica o se vogliamo
quel non poter partecipare alla Comunione nella S.
Messa quando si è "lebbrosi" non nella pelle, ma nel
cuore. E anche in questo caso è Gesù che libera dalla
lebbra attraverso il sacerdote che ha ricevuto da Gesù
il potere di ridarci l'integrità dell'anima, con il
sacramento della Penitenza, della Misericordia.
Con la differenza che a volte noi trattiamo da "lebbrosi"
tanti che, caduti in errori gravi, o presunti tali, vengono
allontanati dalla stima e dalla compassione.
Basterebbe ricordare coloro che affollano le aule
giudiziarie per un processo o per altri atteggiamenti
immorali. Sono davvero tanti i "lebbrosi" che non
vogliamo a volte neppure incontrare ed evitiamo per
esprimere il nostro disprezzo o condanna.
Quanta gente ho incontrato, donne "colte in flagrante
adulterio", come nel Vangelo, o uomini caduti dalla
onorabilità per fatti illegali, che di colpo ti fanno
diventare lebbroso! Tranne poi scoprire a volte che
quello che si diceva di loro non era vero.
Manca quello che ebbe Gesù con il lebbroso
incontrato e guarito e con tutti quelli convertiti nella
storia, ossia la compassione e la misericordia, dono
immenso del Signore, che non conosce
emarginazioni ma attesa del ritorno del figlio prodigo.
Una giovane donna, schivata da tutti per uno
sbaglio "comune", mi descriveva la sua "morte
interiore", non solo per quello che per debolezza aveva
fatto, ma per questo vivere come se non esistesse o
peggio. Mi faceva ricordare ciò che scrisse S. Ilario nel
quarto secolo, ossia tanti secoli fa: "Dobbiamo
combattere contro un persecutore ancora più
insidioso, un nemico che lusinga...non ci flagella la
schiena, ma ci accarezza la pancia; non ci confisca i
beni, dandoci così la vita, ma ci arricchisce per darci la
morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in
carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e
inoltrandoci nei palazzi; non ci colpisce il corpo ma
prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con
la spada, ma ci uccide l'anima con il danaro e il
potere"
(Libro contro Costantino).
Questo è anche il nostro mondo che non dovrebbe
mai alzare barriere verso chi sbaglia, ma uscire dalla
lebbra, che si porta addosso, senza forse saperlo.
Il mio pensiero e affetto oggi va verso i tanti lebbrosi
della pelle che potrebbero guarire se trovassero più
generosità da parte nostra. E vorrei stringere le loro
mani come fece Follereau.
Ancora più vorrei essere vicino ai "lebbrosi"
dell'anima, esposti al disprezzo e, invitandoli a tornare
alla Casa del Padre, liberati dalla loro lebbra con
il "rientrare in se stessi e tornare a casa", mettere le
mie braccia al collo per fare sentire tutta la stupenda
compassione del Padre che fa festa.
E succede così tutte le volte che ho la fortuna di
conoscere una di queste anime, che vorrebbero
tornare a respirare la bellezza dell'amore di Dio e
nostro. Aiutali, Signore, a guarire!

Antonio Riboldi - Vescovo -
E-mail: [email protected]
Internet: www.vescovoriboldi.it

Modificato da - onirica.parabola in Data 11/02/2006 07:26:04
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