Inizio Forum
 Umanità
 Mondo del lavoro
 Onore ai Caduti di Kabul
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Pagina Successiva
Autore  Discussione Discussione Successiva
Pagina: di 4

Umanità
Mi converto a Dio

0720_da_fiamma bianca


567 Messaggi

Inserito il - 17/09/2009 : 14:07:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Onore ai 6 Caduti di Kabul.

Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen

Piccolo Principe
ASLAN

Piccolo Principe vola



3730 Messaggi

Inserito il - 17/09/2009 : 14:37:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Umanità

Onore ai 6 Caduti di Kabul.



Al di là del rispetto per qualunque vittima di morte violenta,
è assolutamente normale che in guerra ci siano morti e distruzione.

Non è normale invece che ci sia una guerra.
E non è normale che ci si ricordi solo di 6 morti.

Torna all'inizio della Pagina

Umanità
Mi converto a Dio

0720_da_fiamma bianca



567 Messaggi

Inserito il - 17/09/2009 : 14:41:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non è normale invece che ci sia una guerra.
E non è normale che ci si ricordi solo di 6 morti.

_________

Potrei aggiungere altre vittime, fin quando queste guerre saranno in corso.


Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen
Torna all'inizio della Pagina

marial
Super partecipante

0213_da_AnnaB


Regione: Lazio
Prov.: Latina
Città: formia


746 Messaggi

Inserito il - 17/09/2009 : 19:23:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Piccolo Principe

Citazione:
Messaggio inserito da Umanità

Onore ai 6 Caduti di Kabul.



Al di là del rispetto per qualunque vittima di morte violenta,
è assolutamente normale che in guerra ci siano morti e distruzione.

Non è normale invece che ci sia una guerra.
E non è normale che ci si ricordi solo di 6 morti.xxxxxxxxxxsono entrata sopratutto per ricoradare appunto i morti di stamattina, di cui dei nostri italiani erano 6 ma di civili ne erano almeno per ora 50, i feriti dei nostri 4, il mio desiderio è che le guerre non c'è ne siano piu', questa per me non è nemmeno una guerra, ma una vera violenza senza pieta' ad un popolo martoriato che i nostri italiani vogliono aiutare, i bambini che devono fuggire alla morte di quelli che non vogliono la vita, chi ha il potere su questa terra dovrebbe fare in modo di far cessare tutta questa crudelta'. ma come sempre muiono, i giovani, i bimbi, i vecchi, i soldati, i civili, le donne. siamo impotenti a tanto orrore, a noi non resta che affidarci alla preghiera e rimanere nel silenzio dei caduti in guerra di chi usa il potere della morte.xxxxxxxxxxxxxx. non sono ics sono le croci di quelli che non ci sono piu'..xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. quante ne vedremo prima che il demonio lasci questa terra????xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx



Torna all'inizio della Pagina

Umanità
Mi converto a Dio

0720_da_fiamma bianca



567 Messaggi

Inserito il - 19/09/2009 : 15:19:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gli stavo Parlando poi ...

Mi sono ritrovato fra le braccia il corpo di un compagno con cui avevo parlato fino a qualche istante prima. Non aveva più la testa. “Adesso muoio anch’io”, ho pensato quando ho visto tutto il sangue che mi scorreva addosso: c’è voluto un po’ perché capissi che non era mio, ma di quel poveraccio. E mi sono detto: “Ecco l’inferno”». Ecco Kabul, alle 12,10 di giovedì, sulla Airport road che porta al centro della città. In uno dei due «Lince» italiani saltati in aria c’era anche Ferdinando Buono, 30 anni, primo caporalmaggiore della «Folgore». Gli è andata bene, l’onda d’urto provocata da 150 chili di tritolo fatti esplodere dai talebani ha ucciso sei suoi commilitoni, ma ha solo lambito lui e altri tre soldati. Se l’è cavata con una brutta ferita a una mano e un trauma al timpano sinistro. L’hanno portato con gli altri all’ospedale militare francese, e da lì ha telefonato a casa, a Napoli, al fratello Vincenzo, per dirgli del fumo nero e dell’odore insopportabile che stagnavano sulla strada, dei corpi riversi sul selciato in pose innaturali e di un blindato, quello che precedeva il suo, «squagliato dal calore». In fondo non ha fatto altro che raccontare l’orrore della guerra che infiamma l’Afghanistan: un conflitto che nel linguaggio freddo degli esperti è definito «a bassa intensità» per il numero esiguo di vittime contate fra i militari, ma che nulla toglie al dolore di chi, di quelle vittime, era amico o parente.Ferdinando conosceva bene Roberto Valente, uno dei sei militari uccisi: anche lui un parà, anche lui napoletano. Il suo racconto comincia proprio dal ricordo di quella amicizia. Erano tornati insieme a casa per una licenza di 15 giorni, e insieme sono andati all’aeroporto di Fiumicino, mercoledì mattina, per rientrare a Kabul. Giovedì, il giorno della strage, si trovavano entrambi nei “Lince” che avevano appena superato la rotonda Massud ed erano diretti al comando della missione Nato. «Roberto si trovava nel primo blindato, io nel secondo - ha raccontato Ferdinando -. La tensione era alle stelle, l’allarme massimo. Come sempre, da settimane, questi viaggi sono diventati delle lotterie: se vinci sopravvivi, se perdi muori. Insomma, ogni volta stai lì a chiederti se tornerai o no alla base».E la morte, questa volta, Ferdinando l’ha davvero sfiorata: ne ha sentito l’odore, l’ha vista portarsi via i suoi amici. «Ricordo che l’autobomba era ferma sul ciglio della strada ed è esplosa al passaggio del primo “Lince”, quello su cui viaggiava Roberto. Il botto è stato spaventoso. Era come se una mano gigantesca avesse sollevato il blindato per poi lasciarlo ricadere pesantemente al suolo. Per qualche attimo è calato il silenzio. Non capivo più nulla, mi sono ripreso solo quando qualcosa mi è caduta addosso. Era il corpo del mitragliere che si trovava allo scoperto in ralla (torretta, ndr). L’esplosione l’aveva decapitato». Ferdinando Buono non ne fa il nome, ma probabilmente si tratta di Giandomenico Pistonami, 28 anni, un parà che appena un mese fa, a un giornalista di un settimanale, aveva rilasciato un’intervista che a leggerla oggi dà i brividi: «Il mio, qui a Kabul, è il ruolo più importante della pattuglia, ho più campo visivo e uditivo, con un gesto posso fermare le auto che passano...».Ferdinando prosegue nel suo racconto: «Sentivo i lamenti dei compagni feriti. Dovevamo uscire al più presto da quella trappola d’acciaio che minacciava di andare a fuoco. Ho trovato a tentoni la botola sul pianale del blindato e sono sgattaiolato all’esterno. Quando mi sono alzato ho visto che la strada era completamente devastata, poi ho visto il “Lince” che mi precedeva: era quasi disintegrato, quel po’ di lamiere che si potevano ancora distinguere erano accartocciate, come liquefatte dal calore».
E’ stato allora che Ferdinando ha visto il suo amico Roberto: «L’esplosione l’aveva catapultato fuori dal mezzo. A guardarlo sembrava ancora vivo: sul corpo non c’erano ferite evidenti, solo un braccio aveva una posizione strana, come fosse fratturato. Allora l’ho chiamato: “Roberto, Roberto”, ma lui non rispondeva. Gli sono andato vicino, ho tentato di sollevarlo, ma il corpo era come afflosciato. Allora ho capito che il mio amico non c’era più».Del resto della storia fanno parte i ricordi di una bella amicizia. Sia Ferdinando che Roberto avrebbero concluso il loro lavoro a fine ottobre. Roberto aveva deciso di farla finita con le missioni all’estero, voleva vivere accanto alla moglie e al figlio; Ferdinando avrebbe atteso una nuova partenza perché, come dice il fratello Vincenzo, «per lui la Folgore è tutto»

Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen

Modificato da - Umanità in data 19/09/2009 15:26:36
Torna all'inizio della Pagina

Piccolo Principe
ASLAN

Piccolo Principe vola



3730 Messaggi

Inserito il - 19/09/2009 : 15:48:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'uomo, nella sua complessità, chiamata Umanità, Coscienza globale,
viene posto sempre di fronte a scelte.

Può scegliere di crescere, o può scegliere la guerra.

I risultati per entrambi le scelte sono ovvi.

Ricordo che in Afganistan i soldati italiani applicano la tortura durante gli interrogatori.

Il karma può venire snobbato, ma è la Legge.
Torna all'inizio della Pagina

Umanità
Mi converto a Dio

0720_da_fiamma bianca



567 Messaggi

Inserito il - 20/09/2009 : 10:15:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


Onore ai Nostri Militari.

Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen
Torna all'inizio della Pagina

Piccolo Principe
ASLAN

Piccolo Principe vola



3730 Messaggi

Inserito il - 20/09/2009 : 10:41:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La Fratellanza Bianca Universale pare sia un vezzo da sbandierare per sentirsi buoni. Alla prima occasione si impone l'arcaica attualità fatta di eserciti e di appartenenze patriottiche.
Torna all'inizio della Pagina

Raggio di Luna
Luce nella notte...

Sperosiagiusto

Città: Via Lattea...


2064 Messaggi

Inserito il - 20/09/2009 : 11:22:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Piccolo Principe

L'uomo, nella sua complessità, chiamata Umanità, Coscienza globale,
viene posto sempre di fronte a scelte.

Può scegliere di crescere, o può scegliere la guerra.

I risultati per entrambi le scelte sono ovvi.

Ricordo che in Afganistan i soldati italiani applicano la tortura durante gli interrogatori.

Il karma può venire snobbato, ma è la Legge.



Se fossi stato un padre, che si vede morire un figlio in un attentato in paese a 7000 km di distanza da qui vorrei vedere se penseresti al karma. Nessuno di quei ragazzi ha scelto di fare la guerra, al contrario, sono lì, lontani dai loro affetti, facendo enormi sacrifici e sottostando a regole ferree per non lasciare un paese nelle mani dei talebani, sono questi che torturano donne e bambini, e avrebbero continuato se non ci fosse stato chi ha dato la vita per qualcosa di più grande.
Non mi piace quello che hai scritto Fabrizio. Non è da te.

Ad ogni azione corrisponde una reazione o effetto di pari intensità.
Torna all'inizio della Pagina

Piccolo Principe
ASLAN

Piccolo Principe vola



3730 Messaggi

Inserito il - 20/09/2009 : 17:36:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Raggio di Luna, intelligenza, usala.

L'onore ai morti lo si da a tutti.
Relativamente ai militari in Afganistan, sono in missione di guerra,
e applicano negli interrogatori, sistemi atroci di tortura.
Esistono numeosi documentari a riguardo e i militari stessi ne vanno fieri.

La guerra è una scelta, essendo lo stato di leva non più obbligatorio, ma volontario.

Intelligenza Raggio di Luna, non zizzania.

Voi non avete fede, perchè non avete mai lottato per denunciare quello che avviene lì.
Solo adesso come i coccodrilli, fate finta di piangere, con il sedere
seduto su un soffice cuscino, tra un messenger aperto, e le coffiette alle orecchie.

Non meravigliarti di me raggio di luna.

Meravigliati di quanto viene strumentalizzato l'Amore,
e gli innocenti, per creare eroi.

raggio di luna, se vuoi essere degna di questa terra, non imputridirla con le tue spiegazioni sulle guerre.
Ci sono altri mezzi.


Torna all'inizio della Pagina

Piccolo Principe
ASLAN

Piccolo Principe vola



3730 Messaggi

Inserito il - 20/09/2009 : 17:41:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Eccoli vostri eroi (e la vostra ignoranza)




Torna all'inizio della Pagina
Pagina: di 4  Discussione Discussione Successiva  
Pagina Successiva
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:
Fratellanza Bianca Universale © Angelinet.com 2015 Torna all'inizio della Pagina
Powered By: Angelinet 2005 (Snitz Forum)