Inizio Forum
 Fratellanza Bianca
 Fratellanza Bianca Universale
 Piano di Salvezza nell'Antico e nel nuovo Testamen
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù
Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 27/07/2008 : 21:57:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non c'è stabilità per l'uomo, se non da Dio. Dio solo è fermo come una roccia, tutto il resto è in continuo cambiamento, in confusione. Egli è giusto e vero, è buono e provvede alle necessità dell'uomo ed alla sua discendenza attraverso le generazioni. Coloro che non lo conoscono sono come uomini che annegano nel torrente del tempo, senza una roccia alla quale aggrapparsi. Coloro che affermano che Dio è cattivo non lo conoscono, vedono soltanto il loro riflesso. Nella loro corruzione peccaminosa si sono gonfiati d'orgoglio nei loro cuori, hanno costruito edifici inutili, strane filosofie, dottrine di demoni, che fanno di un uomo transitorio dio stesso, e che causano devastazione in un'umanità alla deriva.

Il messaggio che la Bibbia porta all'uomo è semplice, conoscere il piano di Dio è importante per comprendere il messaggio del cristianesimo. Dio è il creatore. È l'Alfa e l’Oméga. È il suo piano. Potete considerare Dio come l'artista supremo, il programmatore ultimo. Dio è buono secondo la definizione tradizionale di “bene”. La Bibbia c’informa che negli ultimi giorni, gli uomini chiameranno il male bene ed il bene male. La definizione relativistica di bene oggi è determinata dal voto maggioritario o da ciò che è politicamente corretto.

La bontà di Dio è illustrata dalla sua generosità. La sua creazione ordinata fornisce all'uomo cibo, abiti, energia, protezione ed anche cose accessorie come la bellezza o una varietà ricca. L'uomo è così ben curato che ha tutto il tempo per sprecare le sue risorse conducendo grandi guerre, come la seconda guerra mondiale, che uccise quindici milioni di soldati ed ancora più civili. Non è Dio che personalizza la dualità del bene e del male, ma l'uomo. L'uomo senza Dio è capace di un male peggiore. È l'uomo che avvelena la splendida creazione di Dio.

Una comprensione della persona di Dio e del suo piano per l'umanità è il primo passo verso la liberazione dell'uomo dal suo legame con il male innato. Una comprensione del regno soprannaturale e del modo in cui il male ha contaminato questa dimensione darà una prospettiva a coloro che si trovano nell’oscurità spirituale. Accettare Gesù Cristo come il solo Signore e Redentore personale è la realizzazione del piano di Dio per l'umanità.

Dio si preoccupava del benessere di Adamo e concluse che non era bene che egli fosse solo, e dunque gli creò un aiuto - Eva – da una costola di Adamo. Eva sapeva che era vietato mangiare il frutto dell'albero che si trovava in mezzo al giardino, l'albero della conoscenza del bene e del male, e le conseguenze che sarebbero derivate da quest'atto, ma il serpente l’ingannò. “…anzi, Dio sa bene che se ne mangerete i vostri occhi si apriranno, diventerete come lui: avrete la conoscenza di tutto” (Genesi 3:5). Eva mangiò il frutto dell’albero e ne diede a suo marito che ne mangiò a sua volta.

A causa della sua disobbedienza Dio disse ad Eva che egli avrebbe aumentato il suo dolore nella gravidanza e disse a Adamo, che a causa della sua trasgressione, il suolo sarebbe stato maledetto, che avrebbe dovuto lavorare duro per trarne del nutrimento, e che sarebbe morto. Mangiando dell'albero della conoscenza del bene e del male, Adamo ed Eva diventarono coscienti della loro nudità, e si coprirono con foglie di fico. “Allora Dio, il Signore, fece per Adamo e la sua donna tuniche di pelle e li vestì” (Genesi 3:21). Per fare delle vesti di pelle per Adamo ed Eva, Dio ha dovuto uccidere degli animali.

Fino ad ora, leggiamo che Dio vedeva che la sua creazione era buona, ma ora, la morte viene introdotta nel sistema. Del sangue doveva essere versato a causa della disobbedienza dell'uomo, sangue innocente. Dio cacciò Adamo ed Eva dal giardino di Eden. “Ora bisogna proibirgli di raggiungere anche l'albero della vita: non ne mangerà e così non vivrà per sempre” (Genesi 3:22).

Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 28/07/2008 : 20:52:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quando Giovanni Battista vide Gesù per la prima volta egli comprese interamente la sua divinità. Mentre Gesù di avvicinava disse: “Ecco l'Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo” (Giovanni 1:29). Di nuovo, il giorno dopo, Giovanni era con i suoi due discepoli quando Gesù passò vicino a lui, ed egli gli disse: “Ecco l’agnello di Dio!” (Giovanni 1:36) e i suoi due discepoli seguirono Gesù.

Nel giardino dell’Eden, a causa del peccato d’Adamo ed Eva, Dio introdusse la morte nella creazione, quando uccise degli animali per vestirli della loro pelle. Per conseguenza, gli uomini offrirono a Dio dei sacrifici d’animali per l'espiazione dei loro peccati. Fu il sangue di un agnello senza difetto, applicato sugli stipiti e sulle architravi delle case dei figli d’Israele, che preservò la vita dei loro primogeniti.

Esiste un solo sacrificio perfetto. Quest’offerta sacrificale non doveva essere contaminata dal peccato. Poiché la creazione era stata deturpata dalla caduta d’Adamo ed Eva, Dio solo è senza peccato. Il sacrificio perfetto doveva essere Dio stesso. Il Dio vivo, il Dio dell'universo, doveva prendere la forma di un uomo e morire su una croce per redimere la creazione intera.

Gesù disse a Nocodemo, un capo dei Giudei, un fariseo che venne a lui cercando il suo consiglio: “Nel deserto Mosè alzò su un palo il serpente di bronzo. Così dovrà essere innalzato anche il Figlio dell'uomo” (Giovanni 3:14). Gesù si paragonava al serpente di bronzo che Mosè aveva messo su un palo nell’accampamento dei Figli d’Israele vicino al Mar Rosso, dopo aver lasciato l’Egitto. Il popolo parlava contro Dio e contro Mosè: “Perché ci avete fatto lasciare l'Egitto? Per farci morire nel deserto? Siamo senza pane e senz'acqua, e ci è ormai venuta la nausea per la manna, un cibo da miseria!” (Numeri 21:5).

Dio inviò serpenti ardenti fra il popolo che li morsero, ed un grande numero morì. Il popolo venne a Mosè e riconobbe che aveva peccato parlando contro Dio. Chiese a Mosè di intercedere presso Dio perché allontani i serpenti. Dio disse a Mosè di farsi un serpente ardente di bronzo e di metterlo su un palo. Se colui che era stato morso lo avesse guardato sarebbe guarito. Anche Gesù fu "innalzato" su un palo, una croce, affinché colui che guarda a lui, non perisca ma viva.

Ecco quello che Gesù dichiara a Nicodemo (Giovanni 3:14-16):

Nel deserto Mosè alzò su un palo il serpente di bronzo. Così dovrà essere innalzato anche il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui non muoia ma abbia vita eterna.

Il Vangelo dell’apostolo Giovanni inizia così (Giovanni 1:1-5):
In principio, c'era colui che è "la Parola". Egli era con Dio, Egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era la vita e la vita era luce per gli uomini. Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.

La “Parola” alla quale si riferisce Giovanni è Gesù Cristo, nella sua esistenza prima dell’incarnazione. Noi leggiamo che la Parola era con Dio, e che, infatti, era Dio, che tutte le cose sono state fatte per mezzo di lei. Di conseguenza Gesù Cristo era il creatore. Per quanto concerne la sua incarnazione in un uomo, Giovanni dice: “Colui che è ‘la Parola’ è diventato un uomo ed è vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. È lo splendore del Figlio unico del Dio Padre, pieno della vera grazia divina!” (Jean 1:14).

Dio è così divenuto carne e ha abitato sulla terra, nella persona del Signore Gesù. Questa incarnazione fu la “sola” incarnazione del Padre. Non ci sono altre incarnazioni, e Gesù Cristo soltanto è stato generato da Dio. Il Vangelo di Luca ci descrive come l’angelo venne da Maria per annunciarle che avrebbe avuto un figlio che avrebbe chiamato Gesù. Ella domandò all’angelo come sarebbe stato possibile. L'angelo le rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te, l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio” (Luca 1:35).

Matteo 1:23 cita un messaggio profetico d’Isaia, un profeta dell’antico testamento: “Ecco, la vergine sarà incinta, partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele. Questo nome significa: “Dio è con noi”.

Dio, per mezzo del suo spirito, fece concepire Maria che era vergine. Dio era il padre di Gesù. Dio rivestì la forma di un uomo per mostrare la sua natura divina. In Gesù, possiamo vedere la natura compassionevole di Dio. Nel Vangelo Gesù mostra costantemente la sua premura per gli uomini e le donne. Cura i ciechi, i sordi, gli zoppi e risuscita i morti. Libera coloro che sono sotto l'influenza demoniaca cacciando i demoni con la sua autorità. Conforta i cuori spezzati e nutre gli affamati.

È l'amico degli esclusi dalla società, compresi gli agenti delle tasse, una prostituta, e gli oppressori romani. Rifiuta di condannare quelli che i giusti religiosi evitano e lapidano. Per amore, si avvicina a quelli che lo odiano, ed anche a coloro che lo crocifiggono. Tuttavia, non tollera l'ipocrisia, soprattutto di quelli che si credono spirituali. Gli attacchi più furiosi sono riservati agli insegnanti falsi religiosi che trascinavano il gregge su una cattiva strada.

Gesù era l’avvocato di se stesso, e di gran lunga il migliore, che affermava inequivocabilmente di essere il Figlio di Dio e Dio stesso. Quando Gesù disse: “Io e il Padre siamo una cosa sola.” (Giovanni 10:30), i Giudei presero delle pietre per lapidarlo. Gli dissero che lo volevano lapidare perché era blasfemo: “Infatti sei soltanto un uomo e pretendi di essere Dio” (Giovanni 10:33). Essi comprendevano le sue affermazioni ma non le accettavano. Gesù fu quasi lapidato nel tempio quando disse ai Giudei: “Io ve lo dichiaro solennemente: prima che Abramo nascesse, IO SONO” (Giovanni 8:58), indicando la sua preesistenza.

Gesù disse a Tommaso: “Se mi conoscete, conoscerete anche il Padre, anzi, già lo conoscete e lo avete veduto” (Giovanni 14:7). Gesù stava dicendo a Tommaso che conoscendo Lui egli conosceva anche Dio e Lo vedeva. Prima di questa affermazione Gesù gli aveva detto: “Io sono la via, io sono la verità e la vita. Solo per mezzo di me si va al Padre” (Giovanni 14:6).



Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 28/07/2008 : 22:34:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Ricevendo la parola di Dio"

Se qualcuno afferma di avere “ricevuto una parola da Dio” per noi, o se noi pensiamo di avere ricevuto un’indicazione dal Signore, dobbiamo pregare per ricevere una conferma. La parola del Signore fu rivolta a Geremia per esortarlo a comprare un campo a Anathoth nel periodo in cui le armate di Babilonia assediavano Gerusalemme e il regno di Giuda era sul punto di cadere nelle mani dei babilonesi (Geremia 32). Dopo che Geremia ebbe ricevuto quest’indicazione il figlio di suo zio venne ad esortarlo ad esercitare il suo diritto di riscatto ed acquistare il campo. La parola che egli aveva ricevuto dall’Eterno fu così confermata da circostanze esterne e il suo contenuto da fatti esterni. Geremia lo ammise quando disse: “Allora riconobbi che questa era la volontà del Signore” (Geremia 32:8). Si può dedurre che Geremia, un profeta di prim’ordine, non fosse sicuro di avere veramente sentito la voce dell’Eterno prima che il figlio di suo zio venisse a confermargli che la parola innanzi ricevuta veniva dal Signore, e tutta la situazione non era solo frutto della sua immaginazione, come noi abbiamo la tendenza di fare, convincendo se stesso.

Geremia quindi acquistò il campo di cui l’Eterno gli aveva parlato: “Un giorno si compreranno ancora case, campi e vigne in questa regione” (Geremia 32:15). Geremia lo annunciò a Baruc, il figlio di suo zio, davanti a dei testimoni.

Geremia in seguito pregò il Signore, lodandolo per avere creato i cieli e la terra e per aver mostrato la sua bontà, miracoli e prodigi al popolo d’Israele in Egitto, e per aver donato loro un paese dove scorre latte e miele. (Geremia 32:17-22). Egli quindi riconobbe che il popolo non aveva obbedito alla Sua voce né osservato i comandamenti di Dio, e di conseguenza Egli aveva loro mandato delle calamità, una lezione che dobbiamo apprendere seriamente. A causa della loro ribellione contro Dio, le cataste dell’assedio avevano raggiunto Gerusalemme e i Caldei erano in guerra contro il regno di Giuda. La spada, la carestia e la peste, erano la come il Signore aveva dichiarato.

Dopo aver comprato il campo, lodato il Signore ed averGli ricordato che le sue precedenti profezie circa i Babilonesi si erano ora realizzate, egli si rivolge a Dio in Geremia 32:25: “La città sta per cadere in potere dei Babilonesi e tu, Signore mio Dio, mi ordini di comperarmi il campo e di pagarlo davanti a testimoni!” (TILC)

Geremia non sta mettendo Dio alla prova, egli gli chiede di continuare a confermare che questa è la Sua volontà, nonostante che le circostanze esterne mostrino l’assurdità del suo investimento immobiliare. Dio rivela allora la sua natura misericordiosa assicurando Geremia che, nonostante la ribellione del popolo, egli li riporterà in questo luogo e li farà abitare in sicurezza, loro saranno il Suo popolo ed Egli sarà il loro Dio (Geremia 32:37-38).

Noi vediamo qui la difficoltà che incontra un grande profeta di Dio, per assicurarsi che la parola che egli ha ricevuto dall’Eterno sia vera. Mettete a confronto questo con le profezie “veloci” che sono proferite con leggerezza nei culti carismatici e negli studi biblici, che non si realizzano mai e che potrebbero essere d’origine occulta. Al tempo della Bibbia, i falsi profeti erano lapidati. I “guaritori” che affermavano che una persona era stata guarita quando, difatti, non lo era, erano come dei falsi profeti. Una media di uno su cento non è sufficiente. Inoltre, noi dobbiamo esercitare il nostro discernimento anche con una media del cento per cento, perché Satana, travestito da angelo di luce, può guarire i malati o donare profezie esatte, esigendo però sempre pesanti pagamenti.


Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 29/07/2008 : 23:38:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Chi è DIO ?"

E’ impossibile non trasgredire alla Legge Morale. Più volte il giorno o la settimana noi trasgrediremo inevitabilmente a questa Legge Morale rigorosa. L’apostolo Paolo dichiara a più riprese che con la nostra giustizia noi abbiamo del tutto fallito nei riguardi della Legge Morale:

"Nessun uomo è giusto, nemmeno uno. Non c’è nessuno che capisca, nessuno che cerchi Dio. Tutti hanno smarrito la retta via, tutti insieme si sono corrotti. Non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno." (Romani 3: 10-12, la Bibbia in lingua corrente).

Questo significa che noi provocheremo inevitabilmente la collera del Signore dell’Universo? La risposta a questa domanda importante si trova nella comprensione della persona di Dio. Il pensiero umano non può comprendere pienamente la natura di Dio, ma attraverso la creazione possiamo avere un’idea della sua natura. "Le leggi fisiche; la gravità, la termodinamica, la materia e l’energia sono universali. Si può andare in un’altra galassia e applicarle. C’è un ordine. La terra è fertile. I raccolti crescono e sono mietuti secondo le stagioni. Gli oceani abbondano di vita. Il sole si trova alla distanza ideale dalla terra per mantenervi la vita. C’è bellezza. Ci sono centinaia di varietà di farfalle, di alberi, di fiori…. molte di più di quelle che la necessità dell’evoluzione casuale potesse dettare. (Herring, Michael, Succeed with Solomon's Principles- in italiano, Riuscire con i principi di Salomone – pubblicato da Winepress, Enumclaw, Washington, 1998).

Il cristianesimo insegna che poiché tutti gli uomini sono imperfetti, Dio si è incarnato in un uomo, Gesù Cristo, e morendo sulla croce, ha cancellato i nostri peccati. Noi dobbiamo semplicemente credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, Dio ridotto ad un corpo umano. Solo Dio è senza la terribile macchia del peccato. L’espiazione del peccato, al tempo della Bibbia, implicava delle offerte sacrificali di colombe, agnelli senza difetti, tori. Questo processo doveva essere continuamente ripetuto. L’espiazione perfetta doveva essere Dio stesso perché lui era senza peccato. Quando Giovanni Battista vide Gesù venire da lui per farsi battezzare disse: “Ecco l’agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo. Parlavo di lui quando dicevo: dopo di me viene qualcuno che è più grande di me, perché ESISTEVA già prima di me” (Giovanni 1: 29-30, la Bibbia in lingua corrente).

Dio vi ama tanto e vi vuole con Lui per l’eternità e non all’inferno, un luogo nel quale Egli non c’è. Egli non vuole che voi siate eternamente separati da Lui, e per questo ha mandato Gesù, per pagare il prezzo dei vostri peccati sulla croce (I Giovanni 4:10). La salvezza, che è il perdono di Dio per i vostri peccati, è un dono gratuito che si riceve per mezzo della fede in Gesù come vostro Salvatore, non dovete meritarla. Non dovete flagellare il vostro corpo come facevano i cristiani del Medio Evo o gli indù Sadhus. Non vi dovete reincarnare per migliaia di anni per vincere il vostro karma e riunirvi a Brahman ("Tutti gli uomini sono destinati a morire una volta sola, e poi sono giudicati da Dio'' (Ebrei 9:27, la Bibbia in lingua corrente)). Voi non dovete ritirarvi dal mondo per poter finalmente “far uscire” da voi i desideri del vostro io, e raggiungere il Nirvana. Tutti hanno peccato e sono privi della presenza di Dio (Romani 3:23). Qualunque sia la gravità dei vostri peccati, accettando Gesù Cristo come vostro Salvatore, voi avrete la vita eterna.

Gesù dice: "Io sono la via, io sono la verità e la vita. Solo per mezzo di me si va al Padre. Se mi conoscete, conoscerete anche il Padre, anzi, già lo conoscete e lo avete veduto”
(Giovanni 14:6-7, la Bibbia in lingua corrente).

Gesù afferma chiaramente che conoscendolo, noi conosciamo e abbiamo visto Dio stesso. Gesù disse ai Giudei , “Io ve lo dichiaro solennemente: prima che Abramo nascesse, IO SONO” (Giovanni 8:58, la Bibbia in lingua corrente).

Giovanni nel suo Vangelo dichiara con potenza:

“Al principio c’era colui che è ‘la Parola ’. Egli era con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era la vita e la vita era luce per gli uomini.”' (Giovanni 1:1-4, la Bibbia in lingua corrente). “Colui che è ‘la Parola ’ è diventata un uomo e ha vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. E’ lo splendore del Figlio unico di Dio Padre pieno di grazia e di verità!”
(Giovanni 1:14, la Bibbia in lingua corrente).

I concittadini di Gesù compresero chiaramente le sue affermazioni. Essi cercarono di ucciderlo, “Per questo cercavano ancor più decisamente di ucciderlo: infatti, non solo non rispettava il sabato, ma diceva pure che Dio era suo padre, facendosi uguale a Dio”' (Giovanni 5:18, la Bibbia in lingua corrente). Nel tempio, sotto il portico di Salomone, Gesù disse: “ ‘Io e il Padre siamo una cosa sola’. I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: ‘Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?’ Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”
(Giovanni 10:30-33, la Bibbia in lingua corrente, corsivo dell’autore).


Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 29/07/2008 : 23:48:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gesù uomo manifestò la potenza di Dio. Guariva i malati (i ciechi, i sordi, i paralitici, quelli che avevano perdite di sangue, le membra atrofizzate, le febbri mortali ecc…), esercitava autorità sulle forze della natura (calmando un mare in tempesta, sfidando la forza di gravità camminando sull’acqua), liberava i posseduti, cambiava la struttura molecolare della materia (cambiando l’acqua in vino, moltiplicando pochi pani e pesci per nutrire la folla), risuscitava i morti, risuscitò anche se stesso dalla tomba dopo aver subito una morte brutale, come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Quale profeta o leader mondiale ha camminato sull’acqua, è risuscitato dai morti o ha realizzato un solo miracolo? I leader del mondo e i profeti riposano tutte nelle loro tombe, la loro breve ascesa alla gloria svanita per sempre.
Tuttavia, anche se Gesù ha dimostrato di possedere delle capacità soprannaturali, ha agito sempre con compassione, compiendo miracoli per il bene degli altri esseri umani, donandoci una rivelazione preziosa della natura di Dio. Egli aveva a cuore tutta l’umanità, il suo messaggio principale era che noi dobbiamo credere che egli era il Figlio di Dio, e amarci gli uni gli altri. Il Dio che Gesù ha rappresentato non è un Dio malvagio o in collera, ma un Dio misericordioso, attento e pieno d’amore. Gesù sarebbe potuto facilmente diventare re, utilizzando i suoi poteri soprannaturali per liberare i Giudei dal giogo dei Romani. Ha scelto, invece, di morire su una croce di legno, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Giovanni 3 :16).



Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 : 10:04:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Prova dell'esistenza di Gesù Cristo, il segno più grande, la Resurrezione"

Gesù afferma: “Nessuno me la toglie (la vita); sono io che la offro di mia volontà. Io ho il potere di offrirla e di riaverla: questo è il comando che il Padre mi ha dato” (Giovanni 10:18 TILC).


Paolo sostiene: “Ma se non c'è risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato! E se Cristo non è risuscitato, la nostra predicazione è senza fondamento e la vostra fede è senza valore. Anzi finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perché, contro Dio, abbiamo affermato che egli ha risuscitato Cristo. Ma se è vero che i morti non risuscitano, Dio non lo ha risuscitato affatto. Infatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è risuscitato. E se Cristo non è risuscitato, la vostra fede è un'illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche i credenti in Cristo, che sono morti, sono perduti. Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i più infelici di tutti gli uomini” (1 Corinzi 15:13-19 TILC). La realtà e storicità della resurrezione è il pilastro più importante del cristianesimo. Essendo risuscitato dai morti, Gesù fu dichiarato Figlio di Dio con potenza, con la natura santa di Dio stesso (Romani 1:4).

R.M'Cheyne Edgar, nella sua opera, The Gospel of a Risen Saviour, (Il Vangelo di un Salvatore Risuscitato), dice: “Ecco un maestro di religione che rivendica tranquillamente la Sua capacità di risorgere dalla tomba, dopo essere stato flagellato e crocifisso. Noi possiamo dire, senza dubbio, che una simile affermazione non sia mai stata fatta prima né dopo. Dire che questa prova fuori del comune sia stata immaginata da alcuni studenti mistici delle profezie, e inserita nella narrazione dei Vangeli, significa deporre un fardello un po’ troppo pesante sulla nostra credulità. Colui che era pronto a scommettere tutto sulla Sua capacità di risorgere dalla tomba si presenta a noi come il più originale dei maestri, risplendente della luce di una vita che si è provata da se stessa!”

Gesù predice la sua resurrezione e sottolinea che quello sarà il “segno” che confermerà la sua affermazione di essere il Messia. Le referenze seguenti documentano le Sue dichiarazioni sulla sua resurrezione: Matteo 12:38-40; 16:21; 17:9; 17:22, 23; 20:18, 19; 26:32; 27:63. Marco 8:31; 9:1; 9:10; 9:31; 10:32-34; 14:28, 58. Luca 9:22. Giovanni 2:18-22; 12:32-34.

Per citare solo una di queste referenze, Giovanni 2:18-22: “ Intervennero alcuni capi ebrei e domandarono a Gesù: - Dacci una prova che hai l'autorità di fare queste cose. Gesù rispose: Distruggete questo Tempio! In tre giorni lo farò risorgere. Quelli replicarono: - Ci sono voluti quarantasei anni per costruire questo Tempio e tu in tre giorni lo farai risorgere? Ma Gesù parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo, e credettero alle parole della Bibbia e a quelle di Gesù” (TILC).

Secondo l’approccio storico, la resurrezione è un avvenimento che ha avuto luogo in una dimensione spazio – temporale definita. Wilbur Smith, celebre scrittore e professore rimarca (Smith, Wilbur M. Therefore Stand: Christian Apologetics. Grand Rapids: Baker Book House, 1965):

“Il significato della resurrezione è una questione teologica, ma la realtà della resurrezione è una questione storica; la natura del corpo risuscitato può essere un mistero, ma la scomparsa di un corpo è una realtà che deve essere determinata da prove storiche. La situazione geografica del luogo è conosciuta, il proprietario della tomba era in vita durante la prima metà del primo secolo; la tomba fu scavata nella roccia sul fianco di una collina vicino a Gerusalemme, un luogo preciso, non era una favola mitologica, né una nube di polvere. I soldati a guardia della tomba non erano degli esseri immaginari del monte Olimpo; il Sinedrio era formato da un gruppo di uomini che si riunivano frequentemente a Gerusalemme. Come confermano numerosi scritti, Gesù era una persona vivente, un uomo tra gli altri uomini, e i discepoli che andarono a predicare il Cristo crocifisso erano uomini ordinari, che mangiavano, bevevano, dormivano, soffrivano, lavoravano, e sono morti. Cosa c’è in questo di dottrinale? Questo è un soggetto storico” (pagina 386).

“Ma diciamo semplicemente che noi ne sappiamo di più sulle circostanze della morte di Gesù, a Gerusalemme e dintorni, che di quella di qualsiasi altra persona del mondo antico” (pagina 360).

Tra le numerose prove a sostegno della resurrezione di Gesù troviamo:

La testimonianza della storia:

Uno storico giudeo di nome Josephus ha scritto, alla fine del primo secolo A .C., nel suo libro Antiquities (Antichità degli Ebrei): “C’era, in quest’epoca un uomo, se si può definirlo così, un saggio; egli faceva opere meravigliose, un insegnante per coloro che erano pronti a ricevere la verità con gioia. Egli attirò a sé molti Giudei e anche molti Greci. Quest’uomo era il Cristo. E quando fu condannato da Pilato, su l’accusa dei religiosi, coloro che l’amavano non lo abbandonarono, egli si mostrò a loro, vivente, il terzo giorno, come avevano annunciato i divini profeti, insieme con altre cose meravigliose. E ancora oggi, la razza dei cristiani, che prendono il loro nome dal suo, non si è estinta.

Josephus era un giudeo che cercava di piacere ai Romani e non avrebbe scritto questi fatti se non fossero stati veri. Inoltre, la descrizione di Pilato che condanna “Cristo” non era particolarmente gradita ai Romani.
La testimonianza degli apostoli:

Simon Greenleaf, professore di Diritto all’Università di Harvard, ha scritto in An Examination of the Testimony of the Four Evangelists by the Rules of Evidence Administered in the Courts of Justice (uno studio sulle testimonianze dei quattro evangelisti secondo l’autorevolezza delle prove esibite in tribunale): “Le verità capitali dichiarate dagli apostoli erano due: Cristo era risuscitato dai morti; gli uomini potevano ricevere la salvezza soltanto pentendosi dei loro peccati e mettendo la loro fede in Lui. Essi sono stati fedeli a questa dottrina in modo unanime, ovunque, non soltanto davanti alle grandi prove ma anche davanti agli errori più grandi ai quali il pensiero umano sia stato esposto. Il loro maestro era morto come un malfattore, condannato da un tribunale pubblico. La sua religione cercava di rovesciare le religioni del mondo intero. Le leggi d’ogni paese si opponevano agli insegnamenti dei Suoi discepoli. Gli interessi e le passioni dei leader e grandi uomini del mondo erano contro di loro. La cultura del mondo era contro di loro. Dalla diffusione di questa nuova fede, anche se attuata in modo inoffensivo e pacifico, potevano aspettarsi solo derisione, opposizione, ingiurie, spietate persecuzioni, percosse, prigionia, tormenti e morti crudeli. Ciò nonostante essi hanno divulgato questa fede con zelo, hanno sopportato tutte queste miserie senza smarrimenti, con gioia. Quando, uno dopo l’altro, erano messi crudelmente a morte, quelli che sopravvivevano proseguivano la loro missione con risoluzione ed accresciuto vigore. Raramente si sono trovati in annali di guerre militari tali esempi d’eroica perseveranza, di pazienza e di coraggio. Essi avevano tutte le ragioni possibili ed immaginabili per rivedere le capisaldi della loro fede, le prove, i fatti importanti e le verità che affermavano, essi erano messi a confronto con queste ragioni nelle situazioni più drammatiche e ad una frequenza terrificante. Era quindi impossibile che essi potessero persistere nell’affermazione delle verità da loro narrate se Gesù non fosse veramente risuscitato dai morti, e se non fossero stati realmente convinti di ciò” (Greenleaf, Simon. Testimony of the Evangelists, Examined by the Rules of Evidence Administered in Courts of Justice. Grand Rapids: Baker Book House, 1965 (ristampa dall’edizione del 1847).


Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 : 10:07:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dopo la crocifissione, gli apostoli si nascosero per paura della persecuzione da parte delle autorità, (certamente non avevano il coraggio di forzare la tomba di Gesù e di “rubarne” il corpo, come i capi religiosi volevano far dire alle guardie dietro compenso), eppure dei dodici apostoli, undici diverranno martiri, predicando che Gesù era il figlio di Dio, risuscitato dai morti. Pietro ha rinnegato Gesù più volte dopo il Suo arresto, ma poco tempo dopo la Sua crocifissione e la Sua deposizione nella tomba Pietro era a Gerusalemme, predicando con coraggio, nonostante la minaccia di morte, che Gesù era il Figlio di Dio, e che era risuscitato. Il suo fervore era tale che al momento della sua propria crocifissione egli chiese di essere crocifisso a testa in giù, perché egli non si riteneva degno di morire nello stesso modo del Cristo. Tommaso che, prima di credere, aveva voluto mettere il dito nelle ferite lasciate dai chiodi nelle mani di Gesù, subì il martirio morendo trapassato da un colpo di lancia. Giacomo, il fratello di Gesù, che dubitava delle Sue affermazioni, morì martire, lapidato dopo che Gesù gli fu apparso (1 Corinzi 15:7).

E’ difficile morire per una menzogna. Recentemente, nel corso della storia, abbiamo visto persone morire per cause nelle quali credevano, ma nessuno è morto per qualcosa in cui non credeva. Qualcosa ha trasformato questi apostoli timidi e tremanti in potenti annunciatori della loro fede. Gesù era loro apparso. Nel libro degli Atti leggiamo che Gesù si mostra vivente ai suoi apostoli: “Dopo la sua morte Gesù si presentò loro, e in diverse maniere si mostrò vivo. Per quaranta giorni apparve ad essi più volte, parlando del regno di Dio” (Atti 1:3 TILC).
Gesù era veramente morto sulla croce:


Mentre pendeva dalla croce: “Gesù prese l'aceto e poi disse: "È compiuto". Abbassò il capo e morì. Era la vigilia della festa: le autorità non volevano che i corpi rimanessero in croce durante il giorno festivo, perché la Pasqua era una festa grande. Perciò chiesero a Pilato di far spezzare le gambe ai condannati e far togliere di lì i loro cadaveri. I soldati andarono a spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi insieme a Gesù. Poi si avvicinarono a Gesù e videro che era già morto. Allora non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita usci sangue con acqua. Colui che ha visto ne è testimone, e la sua testimonianza è vera”
(Giovanni 19:30-35 TILC).

“Un tale corse a prendere una spugna, la bagnò nell'aceto, la fissò in cima a una canna e cercava di far bere Gesù. Diceva: ‘Aspettate. Vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce!’.Ma Gesù diede un forte grido e morì. Allora il grande velo appeso nel Tempio si squarciò in due, da cima a fondo. L'ufficiale romano che stava di fronte alla croce, vedendo come Gesù era morto, disse: ‘Quest'uomo era davvero Figlio di Dio!’”
(Marco 15:36-39 TILC).

“Quel giorno, vigilia del sabato, era di preparazione alla festa, ed era già sera. Venne Giuseppe, originario di Arimatèa: egli era un personaggio importante, faceva parte del tribunale ebraico: anche lui aspettava con fiducia il regno di Dio. Giuseppe si fece coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che Gesù fosse già morto. Chiamò allora l'ufficiale e gli domandò se era morto davvero. Dopo aver ascoltato l'ufficiale, diede il permesso di prendere il corpo di Gesù” (Marco 15:42-45 TILC). Il centurione sapeva che Gesù era morto, altrimenti non avrebbe permesso che Giuseppe d’Arimatea lo sotterrasse.

“Allora Giuseppe comprò un lenzuolo, tolse Gesù dalla croce, lo avvolse nel lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia. Poi fece rotolare una grossa pietra davanti alla porta della tomba. Intanto due delle donne, Maria Maddalena e Maria madre di Ioses, stavano a guardare dove mettevano il corpo di Gesù” (Marco 15:46-47 TILC).
La pietra:

Maria Maddalena e Maria, la madre di Gesù, andarono ad ungere il corpo di Gesù il primo giorno della settimana, dopo il sabato. Esse erano preoccupate, si domandavano chi avrebbe spostato la pietra all’entrata del sepolcro per permettere loro di ungere il corpo con gli aromi che avevano portato. Quando arrivarono alla tomba: “guardarono, e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata” (Marco 16:4 TILC). Anche Matteo descrive la pietra come “una grande pietra” (Matteo 27:60). Si pensa che la pietra pesasse circa due tonnellate.
Il sigillo:

Più importante della grandezza della pietra, a parte il fatto che una grande pietra avrebbe scoraggiato dei potenziali ladri, era il sigillo che era sulla pietra. I Farisei andarono a vedere Pilato per informarlo che Gesù aveva detto che dopo tre giorni sarebbe risuscitato. Essi domandarono di ordinare che il sepolcro fosse ben sorvegliato fino al terzo giorno: “Perciò ordina che le guardie sorveglino la tomba fino al terzo giorno, così i suoi discepoli non potranno venire a rubare il corpo e poi dire alla gente: ‘È risuscitato dai morti!’. Altrimenti quest'ultimo imbroglio sarebbe peggiore del primo. Pilato rispose: - Va bene: prendete le guardie e fate sorvegliare la tomba come vi pare. Essi andarono, assicurarono la chiusura della tomba sigillando la grossa pietra e poi lasciarono le guardie a custodirla” (Matteo 27:64-66 TILC).

A.T Robertson in Word Pictures in the New Testament (New York: R.R Smith, Inc., 1931) ha descritto il modo in cui, molto probabilmente fu sigillata la pietra: “…probabilmente con una corda tesa intorno alla pietra ed assicurata ai due lati, come in Daniele 6:17 (Fu presa una pietra e messa sull'apertura della fossa. Il re vi applicò il suo sigillo personale e quello dei suoi alti funzionari perché nessuno potesse cambiare la sorte di Daniele). L’apposizione del sigillo era fatta alla presenza delle guardie romane, che erano incaricate di proteggere il sigillo dell’autorità e della potenza romane. Essi fecero del loro meglio per impedire il furto e la resurrezione (Bruce), ma addirittura si superarono e fornirono la prova di una tomba vuota e della resurrezione di Gesù (Plummer).”

Le bende e il sudario:

Quando Simon Pietro entra nel sepolcro, trova le bende, e il sudario che avevano messo sulla testa di Gesù, non con le bende ma piegato in un luogo a parte (Giovanni 20 :3-9). John R.W Stott commenta: “E’ facile immaginare la scena che si offrì agli occhi degli apostoli quando arrivarono al sepolcro: la pietra, le bende in terra, il sudario e la lontananza tra i due. Non è sorprendente che essi ‘ videro e credettero ’. Un’occhiata alle bende confermava la realtà della resurrezione e della sua natura. Non erano state né toccate né piegate, assomigliavano ad una crisalide abbandonata dalla sua farfalla” (Stott, John R.W. Basic Christianity. Downers Grove: Inter-Varsity Press, 1971).
Tentativi di depistaggio della verità:


La risposta di Pilato ai Farisei fu: “voi avete delle guardie”, che può essere interpretata come voi avete delle guardie romane o voi avete già le vostre guardie, quelle del tempio. La teoria prevalente è che fu posta una guardia romana. Altrimenti perché i Farisei sarebbero andati a vedere Pilato per assicurare protezione al sepolcro? Essi non avrebbero avuto bisogno dell’autorizzazione di Pilato per posizionare le proprie guardie. Quando Gesù risuscitò, per paura della collera di Pilato le guardie andarono dai capi sacerdoti per riferire quello che era successo (Matteo 28:11). Questi diedero ai soldati una grossa somma di denaro per modificare l’accaduto: “Voi dovete dire che sono venuti di notte i suoi discepoli, mentre dormivate, e che l'hanno rubato. Se poi il governatore verrà a saperlo, noi lo convinceremo e faremo in modo che voi non siate puniti. Le guardie presero i soldi e seguirono quelle istruzioni . Perciò questa storia è diffusa ancor oggi tra gli Ebrei” (Matteo 28:13-15 TILC).

A causa della severa disciplina che esisteva nell’esercito romano, una guardia aveva le sue buone ragioni di temere le conseguenze del venir meno ad un compito che un Pilato furioso gli aveva intimato di svolgere, e che lo avrebbe accusato di aver dormito mentre il corpo veniva rubato, un errore fatale (punibile con la morte). Evidentemente i capi sacerdoti avevano un’influenza su Pilato e promisero alle guardie romane di proteggerle se avessero accettato di mentire e di alterare i fatti, in cambio di una grossa somma di denaro. I capi sacerdoti non avrebbero dovuto corrompere una guardia del tempio sotto la loro diretta autorità. Il fatto che essi abbiano corrotto i soldati conferma che il corpo di Gesù era scomparso, non rubato.

Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 : 10:11:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Secondo il professor Albert Roper (Roper, Albert. Did Jesus rise from the Dead? Grand Rapids: zondervan Publishing House, copyright 1965), la guardia romana comprendeva dai dieci ai trenta soldati e il sigillo posto sul sepolcro era quello imperiale di Roma (la cui violazione avrebbe causato la punizione dell'impero romano). Il professor William Smith (Smith, William (ed.). Dictionary of Greek and Roman Antiquities. Ed. rev. London: James Walton and John Murray, 1870) ci informa che la guardia romana era composta generalmente da quattro soldati. Uno dei quattro faceva da sentinella mentre gli altri provavano più o meno a riposare, ma pronti all’azione alla prima allerta”.

Matteo descrive quello che accadde la notte in cui la guardia era in servizio: “Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo e una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte” (Matteo 28:2-4 TILC).
La sofferenza di Gesù:

Alcuni affermano che Gesù non fosse morto sulla croce, ma semplicemente svenuto. Dopo essere stato posto nel sepolcro, egli riprese conoscenza, si alzò e se n’andò.

Quest’argomento non prende in considerazione le sofferenze fisiche che Gesù sopportò prima e durante la crocifissione e che condussero alla morte. Prima di essere arrestato, Gesù viaggiava a piedi attraverso la Palestina, ed è ragionevole pensare che egli fosse in buona salute. Pensando al supplizio che avrebbe affrontato il giovedì sera, Gesù soffrì di una grande angoscia mentale che gli fece sudare sangue, come descrive il medico Luca. Il sudare sangue è un fenomeno raro, ma può accadere in stati emotivi intensi, si tratta di un’emorragia nelle ghiandole sudorifere. (William d. Edward, MD; Wesley J. Gabel, MDiv; Floyd E. Hosmer, MS., AMI, "On the Physical Death of Jesus Christ, JAMA, March 21, 1986 - Vol 225, No. 11, p. 1455).

Dopo che Gesù fu arrestato dai gran sacerdoti, gli ufficiali del tempio e gli anziani nel giardino del Getsèmani, lo presero in giro, lo bendarono e lo batterono. “Tutti allora domandarono: - Dunque, tu sei proprio il Figlio di Dio? Gesù rispose loro: - Voi stessi lo dite! Io lo sono!” (Luca 22:70 TILC) e tutti lo condussero davanti a Pilato con l’accusa di istigare la nazione alla rivolta, impedire di pagare il tributo a Cesare, e di dire di essere il Cristo, il re. Pilato lo dichiarò non colpevole e quando seppe che era galileo lo mandò da Erode. Quest’ultimo fu contento di vederlo, perché voleva che facesse qualche miracolo. Erode lo interrogò lungamente ma Gesù non rispose. Allora lo mise in ridicolo mettendogli una veste scarlatta e lo rimandò da Pilato. Pilato disse ai gran sacerdoti, ai magistrati e al popolo che egli non lo riteneva colpevole, Lo avrebbe quindi punito e poi liberato, ma questi gli domandarono gridando la liberazione di Barabba e la crocifissione di Gesù, ed egli gliela concesse.

Ogni uccisione romana era preceduta dalla flagellazione. Era utilizzata una corta frusta, costituita da una o più strisce di cuoio, nelle quali erano incastrate delle piccole biglie di ferro o dei pezzetti d’osso di montone acuminati, per lacerare la pelle. Le spalle, la schiena e le gambe erano flagellate. La flagellazione aveva lo scopo di indebolire la vittima e ridurla in uno stato vicino al crollo o alla morte. Il saguinamento che ne risultava causava una scossa circolatoria e determinava il tempo che la vittima sarebbe sopravvissuta sulla croce.

I soldati romani sputarono su Gesù, lo colpirono sulla testa e gli misero una corona di spine. Gesù era così debole che i soldati romani costrinsero Simone, un uomo di Cirene, a portare la croce. Poiché la croce doveva pesare probabilmente oltre 150 kg, si portava soltanto la sbarra trasversale, che pesava tra 37 e i 63 kg. Era messa sulla nuca della vittima, e bilanciata dalle spalle.

I Romani preferivano inchiodare le mani delle loro vittime sulla sbarra trasversale. Sulle spoglie di una vittima trovata in un ossario nei pressi di Gerusalemme, si sono trovati grandi chiodi aguzzi di ferro da 5 a 7 pollici di lunghezza e 3/8 pollici di larghezza, che risalgono all'epoca di Cristo. Questi grandi chiodi erano inseriti nei polsi, e non nei palmi. I Romani preferivano inchiodare anche i piedi delle vittime.

Il peso del corpo pendente dalla croce metteva i muscoli intercostali in uno stato di profonda inalazione ed esalazione. Così la respirazione era debole e, “per esalare correttamente occorreva sollevare il corpo facendo leva sui piedi, piegare i gomiti ed avvicinare le spalle al corpo.” Tuttavia, questo movimento metteva il peso intero del corpo sui tarsi causando un dolore acuto. Inoltre, la flessione dei gomiti causava la rotazione dei polsi sui chiodi di ferro provocando un dolore intenso lungo i nervi mediani danneggiati. Inoltre, sollevando il corpo si sfregava la parte posteriore frustata contro il ruvido legno. Crampi muscolari ed una parestesia delle braccia aperte ed elevate si aggiungevano al dolore. Di conseguenza, ogni sforzo per respirare diventava un’agonia e finiva per causare l'asfissia.”(JAMA, March 21, 1986 - Vol 255, No. 11, p.1461).


Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 31/07/2008 : 10:13:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La sopravvivenza sulla croce poteva durare da tre - quattro ore, a tre - quattro giorni e dipendeva dalla gravità della flagellazione. Quando quest’ultima era stata abbastanza debole, i soldati romani acceleravano la morte spezzando le gambe al di sotto delle ginocchia e questo causava il soffocamento della vittima. Di solito, una delle guardie romane forava anche il corpo vicino al cuore, con una lancia, o una spada.

Il Vangelo di Giovanni ci dice che: “Gesù prese l'aceto e poi disse: ‘È compiuto’. Abbassò il capo e morì” (Giovanni 19:30). Affinché il corpo non restasse sulla croce nel giorno del Sabato, chiesero a Pilato il permesso di spezzare le gambe a coloro che erano crocifissi. “I soldati andarono a spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi insieme a Gesù. Poi si avvicinarono a Gesù e videro che era già morto. Allora non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita uscì sangue con acqua” (Giovanni 19:32-34 TILC).

Dire che Gesù “svenne” sulla croce invece di morire, che più tardi riprese conoscenza nel fresco del sepolcro, e trovò le forze, dopo l’estrema sofferenza fisica che aveva sopportato, (senza dimenticare che era stato trafitto nel costato da una lancia), di spingere una pietra di due tonnellate e trascorrere i quaranta giorni seguenti nel servizio ai suoi discepoli in tutta la terra santa, è ridicolo. Lo studio delle molte prove storiche della sua risurrezione attesta la Sua divinità, e ci dà la speranza che credendo in Lui, come Egli ha promesso, avremo la vita eterna.

Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina

Luce delle Stelle
Partecipante Veterano

Gesù

Città: una stella


407 Messaggi

Inserito il - 02/08/2008 : 10:13:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Creazione o Evoluzione"


La Bibbia c’insegna che Dio ha creato l'universo e tutto ciò che contiene. La teoria dell'evoluzione ci dice che l'uomo è il prodotto dello sviluppo di semplici forme di vita in forme più complesse, il risultato di probabilità accidentali, come una macchina che si costruisce da sola. La teoria dell'evoluzione si sbarazza della necessità di un Creatore intelligente.

Che queste forme di vita semplici possano diventare forme di vita più complesse può sembrare una teoria attraente, ma non regge. Ecco alcuni punti incoerenti importanti della teoria dell'evoluzione:

La credenza nella teoria dell'evoluzione viola la prima Legge della Termodinamica, la legge della conservazione dell'energia, secondo la quale l'energia può essere convertita da una forma all'altra, e non può essere creata né distrutta. Nulla nell'economia della legge naturale può essere la causa della sua esistenza. L'energia richiesta per l'evoluzione innovatrice, ad esempio un pesce che sviluppa gambe e che esce da una palude primordiale, contraddice le leggi inviolabili della fisica. La struttura attuale dell'universo è una struttura di conservazione. La teoria della creazione è d'accordo con il punto di vista biblico che fa di Dio il Creatore dell'Universo. Poiché Dio si è riposato dalla sua opera (Genesi 2:3), l'energia non è più generata. La liberazione dell'energia nel corso di una reazione di fissione atomica, non è la creazione d'energia, ma un cambiamento di forma della materia in energia.
La teoria dell'evoluzione viola la seconda Legge della Termodinamica, la legge della diminuzione dell'energia. L'energia utilizzabile in un sistema funzionale ha la tendenza a diminuire, anche se l'energia totale rimane costante. I sistemi strutturati progrediscono da uno stato ordinato e complesso verso uno stato meno ordinato, disorganizzato, ed aleatorio. È ciò che si definisce “entropia”. Teoricamente, in una situazione rara, limitata e temporanea, si dovrebbe avere uno stato più ordinato. Ma tutti i sistemi si deteriorano secondo questa legge. L'evoluzione è in violazione diretta della seconda Legge della Termodinamica. Gli evoluzionisti ne sono a conoscenza e quindi la loro teoria implica che ci sia stata una violazione costante della seconda Legge della Termodinamica per miliardi di anni., l'evoluzione, da un punto di vista statistico non soltanto è estremamente improbabile, ma praticamente impossibile.
L'evoluzione viola la Legge della Biogènesi, secondo la quale la vita può venire soltanto da una vita che era preesistente e genererà soltanto la sua specie. La credenza nell'evoluzione è principalmente una credenza in una “generazione spontanea”: la vita è apparsa quando un lampo ha fulminato un brodo primitivo e come per magia, una cellula viva si è formata. Pasteur (1860), Spallanzani (1780), e Redi(1688) confutano il fatto che dei vermi possano venire dalla carne marcita, le mosche delle bucce di banana, (ecc....). Quando la materia in decomposizione è stata isolata e pre - sterilizzata nessuna vita è apparsa, poiché non c’era stata nessuna contaminazione biologica.

Non c'è nessuna prova nella registrazione fossile per sostenere l'evoluzione. Secondo la teoria generale dell'evoluzione, la progressione di base della vita che arriva all'uomo è cominciata con materia non viva, quindi i protozòi, poi i metazoi, gli invertebrati, i pesci vertebrati, gli anfibi, i rettili, gli uccelli, i quadrupedi da pelliccia, le scimmie e l'uomo. Se la teoria dell'evoluzione fosse esatta, dovremmo aspettarci di trovare un gran numero di forme transitorie preservate obiettivamente nelle “registrazioni fossili.” Ma non se ne trova alcuna traccia. Si è inizialmente creduto che lo archeopteryx fosse una forma transitoria, ma i paléontologi hanno ammesso che si trattava di un vero uccello. Gli evoluzionisti, coscienti di quest’ovvio errore della loro tesi, sostengono ora che i fossili non sono presenti perché ci sono stati “scoppi evoluzionisti” in un periodo di miliardi di anni, che, a causa della loro rapidità e brevità, non hanno lasciato impronte nel tempo. Tuttavia, una teoria di “scoppi evoluzionisti” non è ancora sostenuta dalla prima né dalla seconda Legge della Termodinamica, né dalla Legge della Biogènesi.
La registrazione fossile non ha potuto documentare un solo “anello mancante” verificabile tra l’uomo e la scimmia. Compilazioni di prove insufficienti ed inesatte, modelli interamente basati su speculazioni, interpretazioni artistiche abbondano, ma non c’è nessuna prova scientifica che conferma l'esistenza dell’anello mancante. “Scoperte positive” di un anello mancante sono annunciate periodicamente, per concludersi soltanto in discussioni, revisioni o sconfessioni. L'uomo del Nebraska fu costruito a partire dalla scoperta di un solo dente nel 1922, che non era altro che il dente di una specie scomparsa di maiale.

Nel 1891, l'uomo scimmia di Java, chiamato anche Pithecanthropus Erectus (l'uomo scimmia erectus) fu ricostruito a partire da un piccolo pezzo della cima di un cranio, un frammento del femore sinistro, e di tre molari. I resti furono raccolti su un’estensione di settanta piedi (21.336 metri), in un vecchio letto di fiume, mescolati con le ossa di animali estinti. L’ipotetico anello mancante fu trovato avvalendosi di prove scarse o inesistenti che tutti i pezzi provenissero dallo stesso animale. Il Dott. Eugene Dubois, un evoluzionista entusiasta, venne più tardi alla conclusione che le ossa erano i resti di una specie di gibbone, di una scimmia.

Nel 1912, Charles Dawson, un paleoantropologo dilettante presentò ossa, denti ed attrezzi primitivi che avrebbe trovato in una cava a Piltdown, Sussex, in Inghilterra. Nell'ottobre 1956, la rivista Reader's Digest pubblicò un articolo, un riassunto dalla pubblicazione Popular Science Monthly, il cui titolo era “Il grande inganno di Piltdown”. Un nuovo metodo per datare le ossa, la prova di fluorite, rivelò che le ossa di Piltdown erano false. I denti erano stati limati e sia le ossa che i denti erano stati decolorati con il dicromato di potassio per nascondere la loro vera origine. Tutti gli “esperti” furono fuorviati per oltre quarant’anni.

Per molti anni si è creduto che l'uomo di Neandertal fosse l’anello mancante. Era descritto come una creatura pelosa, semi eretta, dal petto potente, che di solito aveva una clava in mano. Altri scheletri neandertaliani hanno dimostrato che l'uomo di Neandertal era completamente eretto, interamente umano, la cui capacità del cervello eccedeva quella dell'uomo moderno del 13 per cento. Si è concluso che il primo esemplare era, con tutta probabilità, affetto da osteoartrite o da rachitismo. Oggi, l'uomo di Neandertal è considerato Homo Sapiens.

Henry Morris nel suo libro ben noto Creation And The Modern Christian - la creazione ed il cristiano moderno - (Master Book Publishers, El Cajon, California, 1985) sottolinea:

“Se l'evoluzione fosse vera, allora le varie tappe dell'evoluzione umana dovrebbero essere meglio documentate di tutte, poiché l'uomo si suppone che sia l’evoluzione più recente, e che ci siano più ricercatori di fossili in questo settore che in altri.Tuttavia, come abbiamo visto precedentemente, la prova vera è estremamente frammentaria e molto sospetta. Esattamente quali fossili di ominidi potrebbero essere gli antenati dell'uomo, la data e l'ordine nei quali sono stati trovati, rimane materia di accesi dibattiti anche fra gli antropologi evoluzionisti.”

Henry Morris sottolinea il fatto che l'antenato comune dell'uomo e della scimmia che si è a lungo cercato, soprattutto quello dell’ “australopiteco” e della famosa “Lucy”, potrebbe essere una creatura che vive ancora, una specie di scimpanzè pigmeo chiamato “bonobo”. Il “bonobo” vive nella giungla dello Zaire. La sua dimensione, la sua altezza e la dimensione del suo cervello sono quasi identiche a quelle di Lucy, che sarebbero i fossili di ominidi più antichi (Science News, 5 febbraio1983, p. 89).



L'evoluzione non arriva a spiegare neppure l'esistenza di una “semplice cellula” Gli organismi unicellulari più semplici hanno nei loro geni e nei loro cromosomi tanti dati quanti quelli che sono contenuti nelle lettere delle più grandi biblioteche del mondo - cento miliardi di lettere. Ci sono centinaia di migliaia di geni in ogni cellula. La maggior parte delle forme di vita contiene miliardi di questo tipo di cellule complesse perfettamente ordinate. È impossibile che un processo aleatorio abbia potuto organizzare tante informazioni. La probabilità matematica che un corpo umano si formi casualmente è la stessa che dall’esplosione in una tipografia si formi un dizionario.

Secondo Sir Fred Hoyle, un ateo autore della teoria “dello stato di stabilità” dell'origine dell'universo, la probabilità della formazione aleatoria della vita è così insignificante che può essere paragonata a quella di “un tornado che risucchia una discarica pubblica e, con questi elementi, mette insieme un boeing 747” (“Hoyle on Evolution”, Nature , Vol. 294, Nov. 12, 1981, p.105). Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe, un astronomo matematico, hanno calcolato la probabilità della comparsa spontanea della vita dovunque nell’universo, nel raggio di 15 miliardi di anni luce, e l’hanno ritenuta inferiore ad una possibilità di 1 con trenta zeri dietro. Sir Fred Hoyle ed il dott. Wickramasinghe sono stati forzati a riconoscere che la vita deve essere stata creata da un'intelligenza superiore (un tipo d'intelligenza panteista che avrebbe creato delle spore che si trovavano, per una ragione o per un'altra, in altre regioni dell'universo e sono arrivate come alla deriva sulla terra), poiché il processo è troppo complesso per essersi manifestato naturalmente.

Sir Fred Hoyle fa un altro raffronto colorito, che utilizza una creatura pelosa cara agli evoluzionisti: “Indipendentemente dalla dimensione dell'ambiente che si considera, è impossibile che la vita abbia avuto un inizio aleatorio. Schiere di scimmie che si affannino a battere sui tasti di una macchina da scrivere, non potranno mai scrivere le opere di Shakespeare, per la semplice ragione che l'universo intero osservabile non è abbastanza grande per contenere tutte le scimmie necessarie, le macchine da scrivere necessarie e certamente non i cestini della carta straccia che occorrerebbero per gettare le bozze. Lo stesso vale per le materie vive” (p. 148).

Gli uomini faranno di tutto per razionalizzare il fatto che non esiste un Architetto personale dell'Universo che abbia creato ogni vita con intelligenza. Anche tenendo conto soltanto delle informazioni generali e i dati in corsivo di questo sito, credere nell'evoluzione richiede più fede che credere in un Creatore intelligente. L'evoluzione è una teoria senza prova scientifica a suo sostegno. È una fede vuota per quelli che non vogliono credere in Dio e che dovrebbero essere insegnata come una religione, una religione che ha ispirato Karl Marx per sviluppare la sua teoria della lotta di classe, e Adolf Hitler per il suo culto del superuomo ariano. Molti furono sacrificati alla loro spietata utopia e visione amorale. L'evoluzione è un sistema di credenza che considera un feto alla stregua di un embrione animale che non ha diritto alla vita, invece che una creatura di Dio, come Davide scrive in Salmi 139:13, 15:

Tu mi hai plasmato il cuore,
mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, Signore: mi hai fatto
come un prodigio.
Lo riconosco: prodigiose sono le tue opere.
Il mio corpo per te non aveva segreti
quando tu mi formavi di nascosto
e mi ricamavi nel seno della terra.








Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio
Torna all'inizio della Pagina
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:
Fratellanza Bianca Universale © Angelinet.com 2015 Torna all'inizio della Pagina
Powered By: Angelinet 2005 (Snitz Forum)