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FeniceRossa
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FeniceRossa


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Città: Sant'Agostino


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Inserito il - 15/10/2008 : 16:52:19  Mostra Profilo

TU NON CREDI IN NOI

Nancy Meien ex indossatrice californiana ha oggi superato i 50 anni, ma è ancora una donna molto bella. Ecco cosa ricorda dell'esperienza cui è sopravvissuta: "Ero su un albero e cercavo di potare un ramo quando cad­di. Nel giro di due giorni le mie condizioni divennero disperate. Per tutto quel tempo continuai ad andare e venire dal tunnel all'uscita del quale vedevo una luce. La prima volta mi sembrò molto strano, perché vidi me stessa dal soffitto. Il mio corpo era disteso sul letto e mia madre seduta a fianco. Poi mi sono voltata, ho attraversato il tunnel a una velocità incredi­bile e ho sentito un suono acutissimo. Giunta all'uscita ho incontrato tre esseri di luce. Pensai: "Ok, sono morta, ma dove sono gli angeli?" Mi ri­sposero con il pensiero "Con te non abbiamo bisogno di sembrare angeli, tanto non ci credi!". Scoppiai a ridere, convinta com'ero che invece lo fossero. Era come un pensiero una certezza che mi avevano trasmesso. Guardandoli avevo l'impressione che fossero un comitato di accoglienza. Somigliavano a delle fiammelle, ma intuivo che ciascuno di loro aveva una propria personalità, che erano perfettamente distinti l'uno dall'altro. Non vedevo i loro visi ma percepivo la loro personalità, l'essenza del loro essere. Non ci parlavamo, la comunicazione era solo telepatica. Sapevo che erano esseri di luce con una coscienza propria, esattamente come la nostra. Poi mi sono veramente ritrovata nella luce bianca, quella che av­volge di un amore infinito in cui ogni atomo dell'anima vibra d'amore. Fondersi in quella luce è un po' come ritornare a casa...


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Modificato da - FeniceRossa in data 15/10/2008 16:52:51
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TU NON CREDI IN NOI

Nancy Meien ex indossatrice californiana ha oggi superato i 50 anni, ma è ancora una donna molto bella. Ecco cosa ricorda dell'esperienza cui è sopravvissuta: "Ero su un albero e cercavo di potare un ramo quando cad­di. Nel giro di due giorni le mie condizioni divennero disperate. Per tutto quel tempo continuai ad andare e venire dal tunnel all'uscita del quale vedevo una luce. La prima volta mi sembrò molto strano, perché vidi me stessa dal soffitto. Il mio corpo era disteso sul letto e mia madre seduta a fianco. Poi mi sono voltata, ho attraversato il tunnel a una velocità incredi­bile e ho sentito un suono acutissimo. Giunta all'uscita ho incontrato tre esseri di luce. Pensai: "Ok, sono morta, ma dove sono gli angeli?" Mi ri­sposero con il pensiero "Con te non abbiamo bisogno di sembrare angeli, tanto non ci credi!". Scoppiai a ridere, convinta com'ero che invece lo fossero. Era come un pensiero una certezza che mi avevano trasmesso. Guardandoli avevo l'impressione che fossero un comitato di accoglienza. Somigliavano a delle fiammelle, ma intuivo che ciascuno di loro aveva una propria personalità, che erano perfettamente distinti l'uno dall'altro. Non vedevo i loro visi ma percepivo la loro personalità, l'essenza del loro essere. Non ci parlavamo, la comunicazione era solo telepatica. Sapevo che erano esseri di luce con una coscienza propria, esattamente come la nostra. Poi mi sono veramente ritrovata nella luce bianca, quella che av­volge di un amore infinito in cui ogni atomo dell'anima vibra d'amore. Fondersi in quella luce è un po' come ritornare a casa...


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LI SENTIVO SPLENDERE D'AMORE

Jason, 11 anni, viene investito da un'auto e finisce in sala rianimazione. Si salva miracolosamente dal coma e cerca di spiegare a sua madre ciò che ha visto nello stato di pre-morte, ma non viene ascoltato. Tre anni dopo muore un suo compagno di scuola e, quando in classe la maestra ne parla, qualcosa scatta nella sua memoria e il ragazzo comincia a dire che la morte non esiste, che morire non è così grave.

Poi spiega ciò che gli è accaduto: "Mi sono ritrovato a guardarmi dal­l'alto. Allora mi sono detto che ero morto. Mi trovavo in un tunnel con una luce sullo sfondo. L'ho attraversato e sono uscito dall'altra parte. Con me c'erano due persone che mi aiutavano, le ho viste quando siamo usciti alla luce. A un certo punto mi hanno detto che dovevo ripartire. E' allora che mi sono ritrovato all'ospedale, ma loro mi avevano predetto che tutto sarebbe andato bene. Li sentivo splendere d'amore. Non ho potuto vedere il loro viso, erano solo delle forme. E' difficile da spiegare perché è molto diverso dalla vita sulla terra. E' come se i loro vestiti fossero molto bianchi. Tutto era luminoso. Non ci ho parlato, ma potevo sapere quello che pensavano e loro conoscevano i miei pensieri."


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Jason, 11 anni, viene investito da un'auto e finisce in sala rianimazione. Si salva miracolosamente dal coma e cerca di spiegare a sua madre ciò che ha visto nello stato di pre-morte, ma non viene ascoltato. Tre anni dopo muore un suo compagno di scuola e, quando in classe la maestra ne parla, qualcosa scatta nella sua memoria e il ragazzo comincia a dire che la morte non esiste, che morire non è così grave.

Poi spiega ciò che gli è accaduto: "Mi sono ritrovato a guardarmi dal­l'alto. Allora mi sono detto che ero morto. Mi trovavo in un tunnel con una luce sullo sfondo. L'ho attraversato e sono uscito dall'altra parte. Con me c'erano due persone che mi aiutavano, le ho viste quando siamo usciti alla luce. A un certo punto mi hanno detto che dovevo ripartire. E' allora che mi sono ritrovato all'ospedale, ma loro mi avevano predetto che tutto sarebbe andato bene. Li sentivo splendere d'amore. Non ho potuto vedere il loro viso, erano solo delle forme. E' difficile da spiegare perché è molto diverso dalla vita sulla terra. E' come se i loro vestiti fossero molto bianchi. Tutto era luminoso. Non ci ho parlato, ma potevo sapere quello che pensavano e loro conoscevano i miei pensieri."


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LA DONNA DI CRISTALLO

Ann è sopravvissuta a una grave forma di leucemia all'età di 9 anni. E' sera, sua madre le rimbocca le coperte ma lei si sente strana. All'improvvi­so scorge un certo chiarore: una luce bianca e dorata proviene dalla sua sinistra e si diffonde dolcemente nella stanza. "Era sempre più grande e intensa e divenne così forte che mi sembrava potesse illuminare il mondo intero. A un certo punto ho visto qualcuno dentro la luce. Una donna bellis­sima, che sembrava di cristallo; perfino il suo vestito risplendeva: era bian­co, lungo, con ampie maniche. Aveva una cintura dorata in vita e i piedi erano nudi e non toccavano terra. Il suo viso era pieno di amore. Mi ha chiamato per nome e mi ha teso le mani, dicendomi di seguirla: la sua voce gentile risuonava nella mia testa. Era più facile parlare così che con le parole. Stavamo semplicemente scambiandoci i pensieri. Le ho chiesto chi era e ha risposto che era la mia custode, mandata per portarmi in un posto dove avrei potuto riposare in pace. Misi le mani fra le sue e attraversammo un posto molto buio, ritrovandoci infine davanti a una luce che diventava sempre più brillante. Mi disse che mi aveva portato là perché vivere sulla terra era diventato troppo difficile per me.

Ann si ritrovò poi su una collina, in un parco luminoso pieno di bambi­ni che giocavano e li raggiunse tutta contenta. L'essere luminoso ve la lasciò per tornare più tardi a riprenderla, dicendole che doveva ripartire. La bambina si arrabbiò: non voleva più tornare indietro. Allora l'angelo le spiegò gentilmente che da quel momento le cose sarebbero state più facili per lei e Ann si ritrovò in un attimo nel suo letto. La leucemia scomparve come per incanto.


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LA DONNA DI CRISTALLO

Ann è sopravvissuta a una grave forma di leucemia all'età di 9 anni. E' sera, sua madre le rimbocca le coperte ma lei si sente strana. All'improvvi­so scorge un certo chiarore: una luce bianca e dorata proviene dalla sua sinistra e si diffonde dolcemente nella stanza. "Era sempre più grande e intensa e divenne così forte che mi sembrava potesse illuminare il mondo intero. A un certo punto ho visto qualcuno dentro la luce. Una donna bellis­sima, che sembrava di cristallo; perfino il suo vestito risplendeva: era bian­co, lungo, con ampie maniche. Aveva una cintura dorata in vita e i piedi erano nudi e non toccavano terra. Il suo viso era pieno di amore. Mi ha chiamato per nome e mi ha teso le mani, dicendomi di seguirla: la sua voce gentile risuonava nella mia testa. Era più facile parlare così che con le parole. Stavamo semplicemente scambiandoci i pensieri. Le ho chiesto chi era e ha risposto che era la mia custode, mandata per portarmi in un posto dove avrei potuto riposare in pace. Misi le mani fra le sue e attraversammo un posto molto buio, ritrovandoci infine davanti a una luce che diventava sempre più brillante. Mi disse che mi aveva portato là perché vivere sulla terra era diventato troppo difficile per me.

Ann si ritrovò poi su una collina, in un parco luminoso pieno di bambi­ni che giocavano e li raggiunse tutta contenta. L'essere luminoso ve la lasciò per tornare più tardi a riprenderla, dicendole che doveva ripartire. La bambina si arrabbiò: non voleva più tornare indietro. Allora l'angelo le spiegò gentilmente che da quel momento le cose sarebbero state più facili per lei e Ann si ritrovò in un attimo nel suo letto. La leucemia scomparve come per incanto.


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UN ESSERE DAI CAPELLI DORATI

Dean, 16 anni, arriva all'ospedale clinicamente morto. Il cuore si ferma per 24 ore, dopodiché inizia nuovamente a battere. Risvegliatosi, il ragaz­zo racconta al pediatra di aver vissuto un'esperienza indescrivibile. "A un tratto, dopo essermi inoltrato nel tunnel, intorno mi si sono accese delle luci. Mi è sembrato di viaggiare a velocità folle. A un certo punto mi sono accorto che c'era qualcuno accanto a me: un essere dai capelli dorati, alto più di 2 metri e con un lungo vestito bianco, stretto in vita da una semplice cintura. Non diceva niente, ma non avevo paura di lui perché sentivo la pace e l'amore che sprigionava".


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Dean, 16 anni, arriva all'ospedale clinicamente morto. Il cuore si ferma per 24 ore, dopodiché inizia nuovamente a battere. Risvegliatosi, il ragaz­zo racconta al pediatra di aver vissuto un'esperienza indescrivibile. "A un tratto, dopo essermi inoltrato nel tunnel, intorno mi si sono accese delle luci. Mi è sembrato di viaggiare a velocità folle. A un certo punto mi sono accorto che c'era qualcuno accanto a me: un essere dai capelli dorati, alto più di 2 metri e con un lungo vestito bianco, stretto in vita da una semplice cintura. Non diceva niente, ma non avevo paura di lui perché sentivo la pace e l'amore che sprigionava".


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Inserito il - 15/10/2008 : 17:02:29  Mostra Profilo

UN ANGELO DI NOME ELIZABETH

Il dottor Melvin Morse descrive 1'esperienza di Krystel, una bambina di 7 anni, scampata a un annegamento: "Ero morta. E dopo ero nel tunnel. Era tutto nero e avevo paura. Non potevo camminare, finché apparve una donna di nome Elisabeth e il tunnel si riempì di luce. Era alta, con i capelli biondi, brillanti". Krystel era estasiata dalla bellezza di ciò che vedeva. Era tutto pieno di luce e c'erano tantissimi fiori. La piccola aveva poi incontra­to tante persone care, i nonni, la zia materna, Heather e Melissa. Poi Elisabeth le chiese se desiderava rivede­re sua madre e la bimba disse di sì; risvegliandosi nel medesimo istante nel letto dell'ospedale.

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Il dottor Melvin Morse descrive 1'esperienza di Krystel, una bambina di 7 anni, scampata a un annegamento: "Ero morta. E dopo ero nel tunnel. Era tutto nero e avevo paura. Non potevo camminare, finché apparve una donna di nome Elisabeth e il tunnel si riempì di luce. Era alta, con i capelli biondi, brillanti". Krystel era estasiata dalla bellezza di ciò che vedeva. Era tutto pieno di luce e c'erano tantissimi fiori. La piccola aveva poi incontra­to tante persone care, i nonni, la zia materna, Heather e Melissa. Poi Elisabeth le chiese se desiderava rivede­re sua madre e la bimba disse di sì; risvegliandosi nel medesimo istante nel letto dell'ospedale.

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