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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Città: Sant'Agostino
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Inserito il - 15/10/2008 : 15:49:48
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CHI SPINSE IL TRATTORE IN SALITA?
"Era il 1978, avevo 75 anni. Attaccai al trattore una falciatrice e mi misi a tagliare l'erba della fattoria. Quando finii il lavoro, mi trovavo su un leggero pendio. Spensi il motore e scesi a staccare le lame. Ad un tratto però il trattore iniziò a muoversi all'indietro. Cercai di. mettermi in salvo saltando sul sedile, ma non ce la feci. Un gancio mi colpì sulle ginocchia buttandomi a terra e la ruota sinistra, con i suoi quasi 300 kg. mi passò sopra fermandosi all'altezza del torace. Non riuscivo più a respirare. Il dolore era fortissimo. Sapevo di essere lì lì per morire schiacciato, così pregai Dio di liberarmi. Senza riuscire a credere ai miei occhi, vidi il trattore muoversi in direzione opposta, e andare avanti in salita, quel tanto che bastò per liberarmi. Fui trovato con diverse costole rotte e due fratture, ma dopo 12 giorni d'ospedale ero di nuovo a casa e parlavo con gli agenti federali mandati ad investigare sull'accaduto. "Non fornirò un rapporto ufficiale" decise l'agente "perché una decina di uomini non sarebbero riusciti a spostarvi quel trattore di dosso".
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CHI SPINSE IL TRATTORE IN SALITA?
"Era il 1978, avevo 75 anni. Attaccai al trattore una falciatrice e mi misi a tagliare l'erba della fattoria. Quando finii il lavoro, mi trovavo su un leggero pendio. Spensi il motore e scesi a staccare le lame. Ad un tratto però il trattore iniziò a muoversi all'indietro. Cercai di. mettermi in salvo saltando sul sedile, ma non ce la feci. Un gancio mi colpì sulle ginocchia buttandomi a terra e la ruota sinistra, con i suoi quasi 300 kg. mi passò sopra fermandosi all'altezza del torace. Non riuscivo più a respirare. Il dolore era fortissimo. Sapevo di essere lì lì per morire schiacciato, così pregai Dio di liberarmi. Senza riuscire a credere ai miei occhi, vidi il trattore muoversi in direzione opposta, e andare avanti in salita, quel tanto che bastò per liberarmi. Fui trovato con diverse costole rotte e due fratture, ma dopo 12 giorni d'ospedale ero di nuovo a casa e parlavo con gli agenti federali mandati ad investigare sull'accaduto. "Non fornirò un rapporto ufficiale" decise l'agente "perché una decina di uomini non sarebbero riusciti a spostarvi quel trattore di dosso".
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Inserito il - 15/10/2008 : 15:51:49
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PELLEGRINAGGIO CON DIVERSIVO
Un'esperienza unica nel suo genere vide protagonisti gli occupanti di un autobus di ritorno dalla città di Fatima e diretto a Bilao. Si trattava di 53 pellegrini, la cui storia è riportata da Padre Don Cesar Trapiello Velez di Leon, pronto a giurare sulla Bibbia che quanto racconta corrisponde a verità. "Mentre l'autobus percorreva un tratto montagnoso impervio, l'autista Juan Garcia perse il controllo del mezzo. Ipellegrini urlavano, ma lui continuò a seguire la traiettoria senza urtare alcun ostacolo. Trascorso un quarto d'ora l'automezzo si fermò ai bordi di un profondo crepaccio senza che i freni fossero toccati e all'interno si udì la voce dell'arcangelo Michele dire che quanto era accaduto era un segno della Provvidenza".
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PELLEGRINAGGIO CON DIVERSIVO
Un'esperienza unica nel suo genere vide protagonisti gli occupanti di un autobus di ritorno dalla città di Fatima e diretto a Bilao. Si trattava di 53 pellegrini, la cui storia è riportata da Padre Don Cesar Trapiello Velez di Leon, pronto a giurare sulla Bibbia che quanto racconta corrisponde a verità. "Mentre l'autobus percorreva un tratto montagnoso impervio, l'autista Juan Garcia perse il controllo del mezzo. Ipellegrini urlavano, ma lui continuò a seguire la traiettoria senza urtare alcun ostacolo. Trascorso un quarto d'ora l'automezzo si fermò ai bordi di un profondo crepaccio senza che i freni fossero toccati e all'interno si udì la voce dell'arcangelo Michele dire che quanto era accaduto era un segno della Provvidenza".
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Inserito il - 15/10/2008 : 15:53:41
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UN ANGELO D'EPOCA
Protagonista di questo episodio è un apprezzato teologo e pedagogo di nome Bernhard Overberg, vissuto nel Settecento. Egli raccontava spesso questa misteriosa vicenda: "Stavo riaccompagnando due suore venute a trovarmi e durante il tragitto ci smarrimmo nella vasta brughiera. Dopo un'ora di inutile girovagare, essendo ormai prossima la notte, domandammo ospitalità a un casolare di campagna. La coppia di proprietari ci accolse con grande gentilezza. Condivisero con noi la cena e poi ciascuno si ritirò nella propria stanza. Prima di addormentarmi lessi, come d'abitudine, il breviario e l'attenzione mi cadde sull'immagine di un angelo che avevo sempre considerato il mio custode: per qualche minuto meditai sull'opera benefica degli angeli, finché sentii bussare alla porta. Era un giovane molto bello e ben vestito che si inchinò e mi disse: "Signore, andate via da questa casa con le suore prima dell'una, in silenzio, senza far rumore: il motivo lo saprete domattina". Detto ciò se ne andò, lasciandomi molto stupito. Erano le 11 e mezzo. Riguardai l'immagine dell'angelo sul breviario e mi accorsi ché era identica al giovane di poco prima. Allora non esitai: andai a svegliare il cocchiere e gli dissi di preparare i cavalli; poi svegliai le suore e di lì a poco ce la filammo di nascosto. In tre ore raggiungemmo la città, fermandoci alla locanda postale per prendere il caffè. Poco dopo arrivò un giovane commerciante tutto agitato, il quale chiese di parlarmi da solo. "Signore", disse "stanotte di certo è avvenuto un delitto! Mi sono perso nella brughiera e, raggiunta una casa colonica, ho deciso di chiedere asilo. Se non l'ho fatto è soltanto perché, avendo con me molto denaro, temevo d'esser derubato. Girando un po' attorno alla casa mi accorsi che c'era luce a una finestra e vidi all'interno sette omaccioni dall'aria spaventosa seduti intorno a un tavolo. Uno disse: - E' l'una, di sicuro le suore e l'uomo dormono alla grossa. E' il momento di agire! - Io ebbi timore e me ne corsi via a cavallo, ma sono certo che stanotte in quella casa è avvenuto un delitto!... Quanto a me, fui ben felice di poterlo rassicurare del contrario".
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Protagonista di questo episodio è un apprezzato teologo e pedagogo di nome Bernhard Overberg, vissuto nel Settecento. Egli raccontava spesso questa misteriosa vicenda: "Stavo riaccompagnando due suore venute a trovarmi e durante il tragitto ci smarrimmo nella vasta brughiera. Dopo un'ora di inutile girovagare, essendo ormai prossima la notte, domandammo ospitalità a un casolare di campagna. La coppia di proprietari ci accolse con grande gentilezza. Condivisero con noi la cena e poi ciascuno si ritirò nella propria stanza. Prima di addormentarmi lessi, come d'abitudine, il breviario e l'attenzione mi cadde sull'immagine di un angelo che avevo sempre considerato il mio custode: per qualche minuto meditai sull'opera benefica degli angeli, finché sentii bussare alla porta. Era un giovane molto bello e ben vestito che si inchinò e mi disse: "Signore, andate via da questa casa con le suore prima dell'una, in silenzio, senza far rumore: il motivo lo saprete domattina". Detto ciò se ne andò, lasciandomi molto stupito. Erano le 11 e mezzo. Riguardai l'immagine dell'angelo sul breviario e mi accorsi ché era identica al giovane di poco prima. Allora non esitai: andai a svegliare il cocchiere e gli dissi di preparare i cavalli; poi svegliai le suore e di lì a poco ce la filammo di nascosto. In tre ore raggiungemmo la città, fermandoci alla locanda postale per prendere il caffè. Poco dopo arrivò un giovane commerciante tutto agitato, il quale chiese di parlarmi da solo. "Signore", disse "stanotte di certo è avvenuto un delitto! Mi sono perso nella brughiera e, raggiunta una casa colonica, ho deciso di chiedere asilo. Se non l'ho fatto è soltanto perché, avendo con me molto denaro, temevo d'esser derubato. Girando un po' attorno alla casa mi accorsi che c'era luce a una finestra e vidi all'interno sette omaccioni dall'aria spaventosa seduti intorno a un tavolo. Uno disse: - E' l'una, di sicuro le suore e l'uomo dormono alla grossa. E' il momento di agire! - Io ebbi timore e me ne corsi via a cavallo, ma sono certo che stanotte in quella casa è avvenuto un delitto!... Quanto a me, fui ben felice di poterlo rassicurare del contrario".
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Inserito il - 15/10/2008 : 15:58:24
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ANGELI NELLA GIUNGLA
Alcuni Vietcong intendevano attaccare un villaggio ed eliminare tutti i Cristiani. Questi ultimi cercarono rifugio in una chiesa, dove iniziarono a pregare per la salvezza della missione. Per due giorni non accadde nulla, dopodiché, lentamente, i Vietcong si allontanarono. Uno di loro, fatto prigioniero, raccontò successivamente che se la pattuglia aveva rinunciato a sferrare l'attacco, era stato pervia delle armate angeliche che circondavano il villaggio, proteggendolo. Peccato che i pellegrini non si fossero accorti di nulla...
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ANGELI NELLA GIUNGLA
Alcuni Vietcong intendevano attaccare un villaggio ed eliminare tutti i Cristiani. Questi ultimi cercarono rifugio in una chiesa, dove iniziarono a pregare per la salvezza della missione. Per due giorni non accadde nulla, dopodiché, lentamente, i Vietcong si allontanarono. Uno di loro, fatto prigioniero, raccontò successivamente che se la pattuglia aveva rinunciato a sferrare l'attacco, era stato pervia delle armate angeliche che circondavano il villaggio, proteggendolo. Peccato che i pellegrini non si fossero accorti di nulla...
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Inserito il - 15/10/2008 : 15:59:57
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IL SIGNORE CINESE VESTITO Dl BIANCO
Il dottor Nelson Bell racconta che nel 1942 in Cina, dopo la vittoria della guerra da parte dei Giapponesi, prestava la sua opera presso l'ospedale di Tsingkiangpu, nella provincia di Xiaugsu, ed era solito rifornirsi di Vangeli da distribuire ai pazienti, presso una libreria cristiana di Shangai. Una mattina, un camion giapponese si fermò davanti alla libreria. Il commesso del negozio, un cinese di religione cattolica, era solo e temette che quegli uomini volessero derubarlo. Capì che, in tal caso, opporre resistenza sarebbe stato inutile, visto che era solo contro cinque soldati. I marines stavano per irrompere in libreria quando un signore cinese elegantemente vestito li precedette. Il commesso non lo aveva mai visto prima. Per qualche sconosciuta ragione i soldati giapponesi rimasero a lungo fuori ad aspettare che quel tale ne uscisse, forse per agire più liberamente. Lo sconosciuto volle sapere cosa cercassero e il ragazzo spiegò che avevano già svaligiato parecchie librerie della città. I due si misero allora a pregare insieme per due ore filate, finché i soldati desistettero dal proprio intento. Se ne andò allora anche lo sconosciuto cinese, senza chiedere di comprare nulla.
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IL SIGNORE CINESE VESTITO Dl BIANCO
Il dottor Nelson Bell racconta che nel 1942 in Cina, dopo la vittoria della guerra da parte dei Giapponesi, prestava la sua opera presso l'ospedale di Tsingkiangpu, nella provincia di Xiaugsu, ed era solito rifornirsi di Vangeli da distribuire ai pazienti, presso una libreria cristiana di Shangai. Una mattina, un camion giapponese si fermò davanti alla libreria. Il commesso del negozio, un cinese di religione cattolica, era solo e temette che quegli uomini volessero derubarlo. Capì che, in tal caso, opporre resistenza sarebbe stato inutile, visto che era solo contro cinque soldati. I marines stavano per irrompere in libreria quando un signore cinese elegantemente vestito li precedette. Il commesso non lo aveva mai visto prima. Per qualche sconosciuta ragione i soldati giapponesi rimasero a lungo fuori ad aspettare che quel tale ne uscisse, forse per agire più liberamente. Lo sconosciuto volle sapere cosa cercassero e il ragazzo spiegò che avevano già svaligiato parecchie librerie della città. I due si misero allora a pregare insieme per due ore filate, finché i soldati desistettero dal proprio intento. Se ne andò allora anche lo sconosciuto cinese, senza chiedere di comprare nulla.
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