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FeniceRossa
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FeniceRossa


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:20:41  Mostra Profilo

UNA ROSA BIANCA AI SUOI PIEDI

Gemma Galgani (Italia 1878-1903), bellissima vergine morta a soli 25 anni, sposa mistica di Cristo, ebbe per tutta la vita un rapporto strettissimo e reale con il proprio angelo, rapporto che per lei era una cosa più che naturale. L'angelo la sorvegliava, le spiegava i misteri, la baciava, l'aiuta­va nelle sofferenze. Alcuni la vedevano camminare per strada immersa in una fitta conversazione con quell'interlocutore invisibile, domandandosi se non fosse matta. Le sue parole però non lasciavano dubbi circa la soavità di ciò che viveva: "Lo sguardo dell'angelo era così affettuoso che quando fu sul punto di andarsene e si avvicinò per baciarmi in fronte, lo pregai di non lasciarmi ancora. Ma lui mi disse che doveva andare. Il giorno dopo, alla stessa ora, eccolo di nuovo. Mi si avvicinò, mi accarezzò e, in uno slancio di affetto, non potei fare a meno di dirgli: - Angelo mio, come ti amo! -Ascoltando simili racconti, Padre Germain, guida spirituale di Gem­ma, ebbe timore che il demonio potesse approfittare dell'ingenuità della ragazza e la convinse, rivedendo l'angelo, di provare, come esorcismo, a sputargli addosso. La giovane lo fece e secondo le cronache pervenuteci, là dove cadde la sua saliva, spuntò una bellissima rosa bianca.



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UNA ROSA BIANCA AI SUOI PIEDI

Gemma Galgani (Italia 1878-1903), bellissima vergine morta a soli 25 anni, sposa mistica di Cristo, ebbe per tutta la vita un rapporto strettissimo e reale con il proprio angelo, rapporto che per lei era una cosa più che naturale. L'angelo la sorvegliava, le spiegava i misteri, la baciava, l'aiuta­va nelle sofferenze. Alcuni la vedevano camminare per strada immersa in una fitta conversazione con quell'interlocutore invisibile, domandandosi se non fosse matta. Le sue parole però non lasciavano dubbi circa la soavità di ciò che viveva: "Lo sguardo dell'angelo era così affettuoso che quando fu sul punto di andarsene e si avvicinò per baciarmi in fronte, lo pregai di non lasciarmi ancora. Ma lui mi disse che doveva andare. Il giorno dopo, alla stessa ora, eccolo di nuovo. Mi si avvicinò, mi accarezzò e, in uno slancio di affetto, non potei fare a meno di dirgli: - Angelo mio, come ti amo! -Ascoltando simili racconti, Padre Germain, guida spirituale di Gem­ma, ebbe timore che il demonio potesse approfittare dell'ingenuità della ragazza e la convinse, rivedendo l'angelo, di provare, come esorcismo, a sputargli addosso. La giovane lo fece e secondo le cronache pervenuteci, là dove cadde la sua saliva, spuntò una bellissima rosa bianca.



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Inserito il - 15/10/2008 : 18:22:27  Mostra Profilo

MI INVITARONO A UNIRMI AL CORO

Margherita Maria Alacoque (Francia 1647 - 1690) fu addirittura invita­ta da un coro di serafini a prendere parte al loro canto di lode: "Quando gli spiriti beati mi invitarono a unirmi a loro nelle lodi non osai farlo; ma essi mi ripresero. E dopo due otre ore di canti sentii nel profondo di me stessa il loro effetto benefico, sia per l'aiuto ricevuto, sia per la soavità che ciò aveva procurato e procurava.

Ne restai tanto colpita che da quel momento, pregandoli, li chiamai sempre i miei divini amici".


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MI INVITARONO A UNIRMI AL CORO

Margherita Maria Alacoque (Francia 1647 - 1690) fu addirittura invita­ta da un coro di serafini a prendere parte al loro canto di lode: "Quando gli spiriti beati mi invitarono a unirmi a loro nelle lodi non osai farlo; ma essi mi ripresero. E dopo due otre ore di canti sentii nel profondo di me stessa il loro effetto benefico, sia per l'aiuto ricevuto, sia per la soavità che ciò aveva procurato e procurava.

Ne restai tanto colpita che da quel momento, pregandoli, li chiamai sempre i miei divini amici".


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Inserito il - 15/10/2008 : 18:24:28  Mostra Profilo

LE RIVELAZIONI DI RAFFAELE

E' un sorridente arcangelo Raffaele a fare alla mistica tedesca Techtilde Thaller la seguente dichiarazione: "Quello che Dio ti ha raccomandato e che tu mi preghi di realizzare, gli peserà un po' meno. Ma non di meno rimarrà per Lui una continua preoccupazione. Infatti ciò è proprio dei biso­gni da cui Egli non si libera mai, giacché desidera che lo si preghi sempre. Ed essendo buono e misericordioso nei confronti degli uomini, non lascia niente senza ricompensa. Anche se nulla o poco sembra esaudito, Egli dona a chi lo prega tali grazie che mai l'essere umano potrà farsene un'idea. Conoscere le premure continue del suo cuore è una delle più grandi gioie che Dio ci riserba nella beata eternità".


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LE RIVELAZIONI DI RAFFAELE

E' un sorridente arcangelo Raffaele a fare alla mistica tedesca Techtilde Thaller la seguente dichiarazione: "Quello che Dio ti ha raccomandato e che tu mi preghi di realizzare, gli peserà un po' meno. Ma non di meno rimarrà per Lui una continua preoccupazione. Infatti ciò è proprio dei biso­gni da cui Egli non si libera mai, giacché desidera che lo si preghi sempre. Ed essendo buono e misericordioso nei confronti degli uomini, non lascia niente senza ricompensa. Anche se nulla o poco sembra esaudito, Egli dona a chi lo prega tali grazie che mai l'essere umano potrà farsene un'idea. Conoscere le premure continue del suo cuore è una delle più grandi gioie che Dio ci riserba nella beata eternità".


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Inserito il - 15/10/2008 : 18:26:35  Mostra Profilo

UN RAGAZZO BIANCO COME LA NEVE

Jacinta e Francesco Marto, nonché la cuginetta Lucia dos Santos, i tre bambini che videro la Vergine a Fatima nel 1917, assistettero anche a tre straordinarie apparizioni di un angelo che li istruì e li preparò al grande evento. Ecco alcune descrizioni delle tre apparizioni angeliche verificatesi fra il 1915 e il 1916:

1a apparizione: "Vedemmo fra gli ulivi la figura che si dirigeva verso di noi. Sembrava un ragazzo di 14 o 15 anni, più bianco della neve, che il sole rendeva trasparente come fosse di cristallo. Era bellissimo. Arrivando vici­no a noi disse: - Non abbiate paura, sono l'angelo della pace. Pregate con me -. E, inginocchiandosi, abbassò la testa fino a toccare terra e ci fece ripetere tre volte: - Mio Dio, credo, adoro spero e vi amo! Vi chiedo perdo­no per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano - . Poi si alzò e disse: - Pregate così. I cuori di Gesù e di Maria ascolteranno le vostre suppliche -. Quelle parole si incisero così profondamente nel no­stro spirito che non le dimenticammo mai più".

2a apparizione: "Stavamo giocando, quando scorgemmo la stessa figu­ra dell'angelo. Parve dire: - Cosa fate? Pregate, pregate molto! Offrite a Dio tutto quello che potete, un sacrificio, un atto di riparazione per i pecca­ti con cui viene offeso e delle suppliche per la conversione dei peccatori. In questo modo attirerete la pace sulla vostra patria. Io sono il suo angelo custode, l'angelo del Portogallo..."

3a apparizione: "Andammo a far pascolare le greggi sulla collina. Dopo mangiato decidemmo di pregare in ginocchio, con il viso a terra ripetendo la preghiera dell'angelo. A un tratto scorgemmo una luce che brillava so­pra di noi. Ci alzammo e rivedemmo l'angelo con in mano un calice sul quale era sospesa un'ostia... L'angelo lasciò il calice sospeso nell'aria e si inginocchiò vicino a noi a pregare. Poi si alzò prese il calice e l'ostia, ci diede la comunione e svanì".



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Jacinta e Francesco Marto, nonché la cuginetta Lucia dos Santos, i tre bambini che videro la Vergine a Fatima nel 1917, assistettero anche a tre straordinarie apparizioni di un angelo che li istruì e li preparò al grande evento. Ecco alcune descrizioni delle tre apparizioni angeliche verificatesi fra il 1915 e il 1916:

1a apparizione: "Vedemmo fra gli ulivi la figura che si dirigeva verso di noi. Sembrava un ragazzo di 14 o 15 anni, più bianco della neve, che il sole rendeva trasparente come fosse di cristallo. Era bellissimo. Arrivando vici­no a noi disse: - Non abbiate paura, sono l'angelo della pace. Pregate con me -. E, inginocchiandosi, abbassò la testa fino a toccare terra e ci fece ripetere tre volte: - Mio Dio, credo, adoro spero e vi amo! Vi chiedo perdo­no per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano - . Poi si alzò e disse: - Pregate così. I cuori di Gesù e di Maria ascolteranno le vostre suppliche -. Quelle parole si incisero così profondamente nel no­stro spirito che non le dimenticammo mai più".

2a apparizione: "Stavamo giocando, quando scorgemmo la stessa figu­ra dell'angelo. Parve dire: - Cosa fate? Pregate, pregate molto! Offrite a Dio tutto quello che potete, un sacrificio, un atto di riparazione per i pecca­ti con cui viene offeso e delle suppliche per la conversione dei peccatori. In questo modo attirerete la pace sulla vostra patria. Io sono il suo angelo custode, l'angelo del Portogallo..."

3a apparizione: "Andammo a far pascolare le greggi sulla collina. Dopo mangiato decidemmo di pregare in ginocchio, con il viso a terra ripetendo la preghiera dell'angelo. A un tratto scorgemmo una luce che brillava so­pra di noi. Ci alzammo e rivedemmo l'angelo con in mano un calice sul quale era sospesa un'ostia... L'angelo lasciò il calice sospeso nell'aria e si inginocchiò vicino a noi a pregare. Poi si alzò prese il calice e l'ostia, ci diede la comunione e svanì".



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Inserito il - 15/10/2008 : 18:28:33  Mostra Profilo

UN BAMBINO CON LA VOCE DA UOMO

Mentre dormiva nella sua cella Suor Caterina Labouré (Francia 1806-1876) venne svegliata da un angioletto, il quale comunicava con lei in forma telepatica. Pur essendo apparso in tale forma per non spaventarla, fu la voce da adulto a tradirne la provenienza divina, come spiegherà in se­guito la religiosa: "Parlò, ma non più come un bambino bensì come un uomo, con parole forti".

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Mentre dormiva nella sua cella Suor Caterina Labouré (Francia 1806-1876) venne svegliata da un angioletto, il quale comunicava con lei in forma telepatica. Pur essendo apparso in tale forma per non spaventarla, fu la voce da adulto a tradirne la provenienza divina, come spiegherà in se­guito la religiosa: "Parlò, ma non più come un bambino bensì come un uomo, con parole forti".

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