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SETTE
Appassionato partecipante
 
Città: Roma
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Inserito il - 04/10/2004 : 01:25:19
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Ho scritto questa bella favoletta tornando dalla Messa di Pasqua, quest'anno. L'ho scritta tutta di un fiato: il foglio su cui l'ho scritta non presenta che pochissime correzioni. La stavo rileggendo pochi giorni fa, poi ho conosciuto il vostro sito. L'ho trascritta, spero che piaccia ai nostri dolcissimi Amici Angeli e che qualcuno di voi ne tragga un incoraggiamento, così come l'ho tratto io riscrivendola. Non ho ancora messo le ali al mio cuore, ma sono certo che qualcuno sta già parlando al suo "Capo" per vedere se mi può prestare le sue ali e insegnarmi i trucchi per aiutare un cuore che batte piano piano.... ******* "LA FAVOLA DELLA VITA (cioè: la vita é una favola!) Un giorno due cuori che fino a quel momento avevano fatto cammini molto diversi si trovarono seduti uno vicino all’altro, e subito si riconobbero. Quando anche i loro proprietari sentirono che il loro battito si stava allineando ormai i due cuori si erano già detti molto, ma senza la volontà dei due proprietari non potevano andare troppo lontano perché i cuori si sa non hanno le gambe. Chiesero allora alle braccia di avvicinarli, e le braccia iniziarono prima col prendere la mano dell’altra persona poi con l’accarezzarne la testa, poi finalmente conclusero che per avvicinare due cuori non c’è niente di meglio di un abbraccio, il più lungo e tenero possibile. I due cuori così vicini sentivano i battiti l’uno dell’altra, eppure le persone che portavano questi cuori nel petto ancora non capivano bene cosa stesse accadendo. Fu così che dopo un rapido scambio di battiti i cuori decisero insieme alle braccia e alle mani di rivolgersi alla bocca per spiegare cosa succedeva lì dentro nel profondo del petto. La bocca sorrise subito perché adora sorridere, e fece uscire un milione di parole mentre anche dall’altra bocca ne venivano fuori tante… un po’ meno, ma sempre tante. Ci vollero molte parole perché le due bocche, un po’ affaticate, consigliate dai due cuori decisero di comune accordo di avvicinarsi, e in quell’attimo così tenero di una notte romana molte delle parole già dette suonarono strane, e molte di quelle che si sarebbero potute dire lasciarono il posto giustamente ad altrettanti baci. Il tempo passava, e varie parti del corpo cominciavano a parlare con i cuori chiedendo come potevano essere utili in questo meraviglioso cambiamento che stava riguardando le due persone. I cuori (che non avevano mai smesso di battere allo stesso ritmo) rassicurarono tutti dicendo che un poco alla volta avrebbero coinvolto tutte le parti del corpo e tutti i sensi, visto che quando i cuori si parlano non c’è nessuno che si possa ritenere escluso, fra di loro. E fu così: un poco alla volta toccò al tatto sentire le vibrazioni di un corpo che vibra, al gusto il sapore della pelle, all’olfatto l’odore dell’amore, alla vista l’emozione delle scoperte, all’udito la gioia di sentire i sospiri e anche al quinto senso che adesso non mi ricordo qual’é. I due cuori erano molto soddisfatti di come stavano andando le cose. Grazie a loro due vite (e cosa c’è di più bello di una vita, figuriamoci di due) si stavano colorando di amore, di desiderio, di passione. Purtroppo i cuori sanno bene come vanno le cose: per loro natura sono molto poco pratici, i cuori, e sanno benissimo che prima o poi qualcuno smette di sentire il battito e comincia ad usare quell’antipatico del cervello, che si mette sempre in mezzo e alla fine si finisce sempre per litigare (tra cuore e cervello). I due cuori pensarono a lungo cosa fare per evitare di incontrarsi con il cervello, ma per quanto ce la misero tutta un giorno il cervello che era sempre stato in agguato, approfittò della stanchezza di uno dei due cuori per mettersi in mezzo. Bisogna dire a questo punto che non tutto quello che dice il cervello è sbagliato. Però è spesso antipatico. E’ opinione di uno dei due cuori che il cervello può anche essere utile in certe occasioni, ma se si occupasse poco di affari di cuore il mondo sarebbe più bello. Comunque successe che i due cuori continuarono a battere allo stesso tempo, però siccome il cervello si era messo in mezzo questi battiti a volte non si sentivano, altre volte si sentivano poco, altre volte si sentivano ancora bene però bisognava essere molto fortunati per trovarsi vicino al cuore in quel momento. Prima che se ne accorgessero davvero i due cuori erano stati già circondati dal cervello e dai suoi trabocchetti, e sia chiaro questi trabocchetti sono geniali, perché li pensa direttamente il cervello. Uno dei due cuori, poverino, perse subito i colpi. L’altro “più esperto” teneva duro. Un girono il cuore “più esperto” rubò un’idea al cervello. Per non perdere più colpi bisognava escogitare assolutamente qualcosa di nuovo, che nemmeno i cervello più cervellotico avrebbe potuto fermare. Passò in rassegna tutte le possibilità, guardò nel suo arsenale di frecce che solitamente costruiva per Cupido, ma siccome sapeva che l’altro cuore era un cuore eccezionale scartò automaticamente ogni soluzione che sarebbe andata benissimo per qualsiasi altro cuore. Passò del tempo prima che il nostro amico cuore ritrovasse il sorriso. Nel frattempo, come a complicare le cose, l’altro cuor sembrava sempre più un cuoricino: poverino, non era nemmeno più tanto caldo! Ma quel giorno il nostro cuore reagì e con un vero lampo di genio corse dal suo amico Angelo (tutti i cuori ne hanno uno) e solo dopo lunghissime trattative giunse all’accordo: in cambio di un paio di ali avrebbe regalato alla nostra Madre Terra un amore mai visto, unico, inimitabile, infinito, vero. All’Angelo non sembrò vero di poter dire al proprio Capo che grazie alle sue ali due cuori sarebbero stati una solo cosa, e prestò così le ali al cuore, che dopo poche lezioni imparò ad usarle. Quando il nostro amico cuore gonfio d’orgoglio si presentò al cospetto del cuoricino, che stava tutto rannicchiato nel petto della sua proprietaria, prima di tutto scrisse nel cielo (usando un trucco imparato dall’Angelo) le parole TVTTB che per i due cuori erano colme di significato. Vedendo queste lettere scritte con le nuvole il cuoricino sorrise, e fece per alzarsi, ma il poverino era davvero stanco… “non posso” diceva piangendo…”non ce la faccio” e il cuoricino mentre diceva queste cose si stringeva. Qualsiasi cuore vedendo questa scena si sarebbe (allo stesso modo ) stretto, ma il nostro cuore in quel momento sentì una gran forza dentro di sé, tanto che istintivamente alzò gli occhi al cielo , dove vide l’Angelo che con un sorriso gli ricordò la sua promessa. Allora il nostro amico cuore capì cosa doveva fare e planando con le sue ali bianche vicino al cuoricino gli disse: “Ho ali abbastanza grandi per tutti e due, vieni con me dove potremo finalmente amarci senza il cervello, l’amore è un affare nostro, del cuore, e a noi spetta viverlo”. Il cuoricino si fece coraggio e lasciandosi trasportare a lungo dal grande cuore a poco a poco imparò a volare sempre più in alto, come aveva sempre saputo fare, solo che il cervello diceva di no."
Questa è la storia vera di due cuori e dei destini di chi li custodisce. Mettete le Ali ai vostri bellissimi Cuori e il Mondo tornerà ad essere un Paradiso! dedicata col cuore al cuore di Adry
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