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Angelo
AI PIEDI DEL MAESTRO
    
Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino
1559 Messaggi |
Inserito il - 27/09/2006 : 22:00:38
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Un argomento scarbroso ma che dobbiamo fare conto,inquanto molteplici comenti ideologiche politiche si preparano a torto o a ragione presentare questo argomento come massima espressione di libertà individuale,e altre come negazione della sacralità della vita:
Penso sia uttile affrontare questo argomento,però cercando di trovare dentro se stesso,ed esporre il proprio pensiero,dubbi,domande:
Ci proviamo? Diro la prossima volta con la massima riflessione,senza prevenzioni,cosa penso,perchè non ora Perchè rittengo che forse voi potete aiutarmi a capire bene di cosa si parla.
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Sairam |
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momo
momo
  
Regione: Sardegna
Prov.: Cagliari
Città: cagliari
217 Messaggi |
Inserito il - 28/09/2006 : 09:59:37
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| Io credo,che la vita umana non sia prerogativa nè politica nè religiosa,ma bensì un libero arbitrio dettato dalla coscienza della persona interessata.Troppe volte la medicina con la scusante di prolungare la vita fa vivere alla persona sofferenze sensa senso,stò parlando di casi di interventi inutili a persone che sono arrivati al limite della sopportazione,come tumori cancro etc.Credo che quando il tempo è arrivato il prolungamento sia ignobile,ma come ben sappiamo nessuno si pone il problema di cosa sia la morte vissuta in stato di sofferenza. Si ,Angelo hai toccato un punto cruciale,ho visto persone operate,due tre volte di tumore pur sapendo che era un inutile calvario,io personalmente ho chiesto al mio compagno qualora mi si dovesse presentare una situazione simile di avere il coraggio di lasciarmi andare ,perchè è puro egoismo e non certo amore,cercare di prolungare la vita che già è agonizzante.Io ho mio padre che ha 84 anni si è paralizzato soffre di diverse malattie ed ora stiamo aspettando gli esiti della biopsia gia sapendo che è un cancro anorettale così come lo avuto io,le prospettive non sono buone ma tra di noi abbiamo deciso che solo lui deciderà per la sua vita al di la del parere medico, rispetteremo il suo desiderio e non il nostro o quello dei medici,bisogna sempre ricordare che la vita ha dignità e non si può allungare il tempo che Dio ha previsto per noi. |
cocca carla |
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Angelo
AI PIEDI DEL MAESTRO
    
Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino
1559 Messaggi |
Inserito il - 28/09/2006 : 18:56:58
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ciao cocca carla,della mia splendida sardegna,si si l'accanimento teurapetico è spesso un crimine contro la dignità stessa della vita,anche perchè alle volte un paziente è nelle mani di alcuni medici che probabilmente sperimentano nuove cure o interventi chirurgici,e ne ho visti anche sui bambini,oltre a ciò e probabile che vi sia una spinsorizazzione di alcune case farmaceutiche,e non esiste un regolamento etico-morale che ne disciplini la questione(almeno mi pare) certamente un regolamento morale deve rispondere a dei requisiti che tengano conto della sacralità della vita,che tengano conto della dignità della vita stessa,e abbia un suporto anche spicoanalitico del paziente,teniamo conto anche però che alcuni casi di coma profondo si sono tramutati in seconda fase in un risveglio,quindi la vita risponde a delle regole che ancora la grande scienza medica non ha scoperto,visto considerato i casi di pazienti a cui è stata sospesa ogni forma teurapetica e hanno ripreso la stessa vita anche se con dei problemi. Ma è importante tenerne conto,inquanto contradice alcune ricerche e scoperte scientifiche nei casi di coma profondo. 2 questione: Non penso che DIO abbia programmato un momento per cui dobbiamo lascire la nostra terra,perchè lui ha programmato la vita non la morte,non chiama a se. 3 questione: anche la scienza in molte sue componenti risponde a delle regole di vita,e può avere una ispirazione spirituale,se non vi fosse stata una insistenza per certe cure oggi molte malattie sarebbero ancora presenti,quindi comprendere bene quando è un accanimento teurapetico fine a se stesso,o la convinzione suportata da esperienza che una vita può essere dignitosamente salvata. Ecco perchè,accanto ad un malato,in cui la sofferenza,e la probabilità che la morte le sia accanto,possano intervenire qualificate persone che conoscono la spicologia della sofferenza,la spiritualità per accompagnare la persona ad altra vita con una predisposizione spico-spirituale più serena,e medici indipendenti da ogni possibile condizionamento di poteri forti.
Chiudo chiedendo una cosa;ma è la sofferenza a fare paura(anche giustamente)o la vita |
Sairam |
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momo
momo
  
Regione: Sardegna
Prov.: Cagliari
Città: cagliari
217 Messaggi |
Inserito il - 29/09/2006 : 11:36:06
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Grazie Angelo per avermi risposto,io credo che l'attaccamento alla vita porti sofferenza,parlo del corpo fisico ed emozionale,se si potesse capire che questo involucro o abito lo abbiamo preso in prestito per manifestarci come entità in grado di sublimare la vita nella sua interezza si accetterebbe di vivere e di morire come la Natura di tutte le cose,e forse gioiremmo di ogni giorno in più che ci viene incontro sia nella gioia che nel dolore,lasciando che tutto faccia il suo corso,vivendo nella Luce e per la Luce,ma come ben vedi ognuno crede di essere nel giusto senza minimamente pensare che esiste un'etica Spirituale che va oltre all'etica dell'uomo.Quando un corpo è depauperato dall'energia vitale e deve andare a rigenerarsi come anima e Spirito ,l'incomprensione umana di certe Leggi Universali lotta per trattenerlo e così piuttosto che abbandonare questo vestito con serenità ,consapevoli di averlo rispettato e ringraziandolo per il servigio datoci ci attacchiamo con unghie e denti ai miseri brandelli della nostra esistenza. So che è difficile accettare la morte come fatto naturale della vita, ma è l'eterna danza del divenire e nessuno può fermarla ,tutto l'universo è soggetto a questa Legge,Nascita,vecchiaia, malattia ,morte.Chi vive bene non può che morire bene e viceversa. L'amore è ciò che unisce questa Creazione,forse ho derogato dalle tue domande ,ma prendimi così come mi viene in questo momento,oggi stò aspettando l'esìto della biopsia di mio padre,che senza nulla sapere ha già deciso di operersi,almeno così mi ha comunicato mia madre ieri telefonicamente,io prego per la sua felicità qualsiasi essa sia,una cosa sola posso dire ,grazie padre che mi hai dato la vita,e grazie per avermi insegnato l'amore.Mio padre si chiama Angelo come te e credimi è un Angelo nel vero senso dell parola.Ti abbraccio forte sul mio cuore Ciao Carla |
cocca carla |
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Angelo
AI PIEDI DEL MAESTRO
    
Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino
1559 Messaggi |
Inserito il - 29/09/2006 : 17:49:01
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Per prima cosa cocca carla,mi auguro che tuo padre possa ancora godere serenamente dei giorni che passa su la terra di DIO,esatamente come scrivi tu,a noi manca una unione completa tra anima e corpo fisico,noi operiamo viviamo spesso solo in termini di corpo fisico cercando la massima soddisfazione dello stesso.Anche nelle malattie,e durante il passaggio dalla vita alla morte non diamo attenzione a quella parte del corpo che continua a vivere,e quindi manca una quasi totale accetazione della morte non come fine di tutto ma un proseguo(e questo è male a cui la stessa chiesa non riesce a trovare il giusto equilibrio)Ecco perchè e importante nei casi di malati terminali la compagnia di persone spicologicamente e spiritualmente disponibili ad accompagnare il passaggio da qui ad un altro piano,non come fatto traumatico ma naturale.Mi pare che lentamente in qualche clinica si inizi questo cammino,ed è importante per due ragioni fondamentali: la 1 che il malato affronta con maggior serenità questo prossimo viaggio,la 2 si è constato inalcuni casi miglioramenti spicofisici dello stesso. Ora se intravediamo quanto ho scritto,e proviamo a pensare ad un malato terminale,in cui la temporanea vita fisica lascia il posto ad un altra forma di vita,ci rendiamo conto che vi è il superamento traumatico della stessa eutanasia,ed entrano in giocco altri fattori,quali ad esempio l'attaccamento al corpo materiale e alla stessa vita materiale,nonchè la fede. Se la visione della vita fosse pienamente consapevole,di un proseguo della stessa,penso che veramente come tutti auspichiamo vi sarebbe realmente più gioia,meno violenza,più semplicità. |
Sairam |
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opale
onda tenue
    

Regione: Lombardia
Prov.: Bergamo
Città: bergamo
648 Messaggi |
Inserito il - 30/09/2006 : 22:31:28
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Condivido il pensiero di MOMO,se non saremmo padroni della nostra vita,non avrebbe senso l'esistenza di noi stessi in quanto tale. La prevaricazione di ideali soggettivi per la curiosità di terzi,secondo mè ,è come regalare la nostra esistenza che il buon Dio hà donato a noi in mano al primo SCONOSCIUTO,che per egoismo opera sul prossimo non concependo l'essenza del suo pensiero. Vivi e lascia vivere diceva un detto,e proprio quel LASCIA,secondo mè stà a dimostrare che anche se un fratello sia in situazioni critiche,sia sempre la sua volontà ad operare per il suo bene,che meglio di lui nessuno come sè stesso può comprendere. Lascia che il fato abbia il suo corso,SII libero come lo sono i tuoi fratelli,a noi non spetta giudicare,ma essere giudicati secondo la volontà di Nostro Signore,un esempio ne è la nostra esistenza. CIAO ARE |
Non di solo pane vivrà l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. |
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Angelo
AI PIEDI DEL MAESTRO
    
Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino
1559 Messaggi |
Inserito il - 02/10/2006 : 18:51:59
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Dunque,e chiaro che l'accanimento teurapetico e spesso un crimine contro la dignità della persona,in specialmodo in quei casi in cui ogni forma di accanimento e solo palesemente allo scopo sperimentale,e procura alla persona ultioriri inutili sofferenze,sarebbe opportuno quindi un codice etico medico che ne disciplini l'intervento.E altretanto importante che via sia anche dal punto di vista spico-spirituale la possibilità d'accompagnare il malato terminale verso una maggiore consapevolezza della prossima vita. Altra cosa e la pratica della eutanasia,cioè la possibilità di un intervento esterno che procuri la cosi detta detta dolce morte fisica,sia perchè la sacralità della vita deve comunque essere difesa,sia perchè la sua istituzionalizazzione per legge potrà in futuro alagarsi a delle pratiche differenti dalla esigenza oggi riconosciuta della sofferenza fisica per gravi malattie.Una volta fatto proprio il principio che è possibile su richiesta avere la morte,non è escluso il ricorso in casi differenti,ad esempio se un individuo(come in un celebre film visto anni fa)e stanco della vita e vuole morire,perchè non concederla?
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Sairam |
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