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onirica.parabola
...donando un sorriso
    

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Inserito il - 30/05/2006 : 20:36:31
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vi consiglio di leggerlo
ARTE TERAPIA Curarsi con l'arte di Italo Bertolasi La pubblicità ci bombarda con modelli di femminilità virtuale al confronto di cui molte donne si sentono inadeguate, e iniziano una pericolosa corsa al miglioramento del proprio corpo, convinte che il disagio che sentono sia solo legato ad un’ipotetica imperfezione fisica. Ma se non si raggiunge un’armonia interiore, la meta sarà sempre lontana. Grasse o magre, belle o brutte sarà difficile non sentirsi goffe e inadeguate di fronte ai corpi scolpiti delle top model. O di fronte alla schiera di lolite con fisico "extra small" che ci bersagliano dagli spot televisivi coi loro glutei levigati e senza cellulite. Ma per star bene non bastano diete e sacrifici in palestra alla ricerca di una "silhouette" magra e bella. Impariamo a vivere in modo creativo e fantasioso. Ci spiega Marcia Hutchinson nel suo libro Trasformare l' immagine del corpo: "Siamo così preoccupate di ciò che in noi non va, si tratti di peso, di rughe, di peli in eccesso che trascuriamo le nostre potenzialità come esseri umani. Se utilizzassimo parte dell'energia che sprechiamo nell'odiare il corpo e nelle diete e regimi punitivi a cui lo sottoponiamo invece nello sviluppo del proprio Io e della propria creatività, pensate quanto si potrebbe veramente cambiare". Per vincere ansia e depressione e la nostra insicurezza potremmo allora piacevolmente "curarci" con l'arte. Disegno, musica, danza e esercizi di visualizzazione creativa che stimolano la fantasia e ci aiutano a scoprire il piacere di fare arte. La società premia chi sa vivere con leggerezza e creatività, chi si ama e autostima. Con l'arte-terapia si sciolgono i blocchi emozionali e creativi. Spariscono così i malesseri provocati dallo stress, l'ansia e la depressione, i disturbi digestivi, l'emicrania. E si può aiutare chi soffre di pressione alta, dolori cronici o dipendenze da alcool e droghe. In Italia si spendono più di duemila miliardi all'anno nel supermarket delle psicoterapie (dati Ipses) e molti psicologi oggi lavorano assieme agli arte terapisti. In uno studio dell' "Art Teraphy Italiana", una associazione che promuove la pratica dell'arte e della danza terapia, si rileva che con le cure con l'arte si aiutano per lo più i portatori di handicap (39%) e poi i soggetti psichiatrici (31%) seguiti dai minori, dai tossicodipendenti e dagli anziani. Gli interventi sono per lo più concentrati in Emilia (41%), in Lazio (32%) e in Lombardia (20%)- le regioni ricche. Oggi si privilegia di più la finalità terapeutico-riabilitativa ma nel futuro ci si dovrà sempre di più occupare di prevenzione e di benessere. Il medico Michele Cléments ha scoperto che i neonati apprezzano la musica di Vivaldi e nei laboratori musicali in America si curano le ulcere con le sinfonie di Mozart. Si è anche inventata un'arte terapia per coppie litigiose: con "Joint Picture" - scarabocchi disegnati assieme e senza pensare - si possono scoprire le difficoltà di una coppia, i meccanismi di dipendenza, di collaborazione o di sabotaggio. Una danzatrice-medico, la svizzera Trudi Shoop ci dice: "Quando si striscia, si saltella e ci si rivolta si incomincia a capire che il nostro corpo ci appartiene e così ci si avvicina alla danza. Tutti hanno in sé talenti artistici: ogni essere umano è anche un artista. Io sono guarita grazie alla danza!" Ci spiega lo psicologo Pierangelo Garcia: "L'intervento terapeutico deve attingere alle riserve creative che ogni persona ha dentro di sé. Il bravo terapeuta cerca di "innaffiare" il seme della creatività nascosto in chi gli chiede aiuto. Si deve lavorare sulla mente e sugli stati di coscienza con ogni metodica conosciuta: l'ipnosi, il dialogo creativo, il disegno, le tecniche corporee e altri esercizi per utilizzare al meglio l'energia mentale. Ognuno potrà così ritrovare stimoli, idee e nuove energie per uscire dalle trappole emozionali in cui si è caduti."
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emmes
Angelo dell'amore
    

Regione: Puglia
Prov.: Brindisi
Città: Brindisi
610 Messaggi |
Inserito il - 30/05/2006 : 23:21:40
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E NEL REGNO MATERIALE CHE SI MANIFESTANO TUTTI I PROBLEMI CHE PORTANO ALLA ROVINA UN CORPO FISICO, E QUINDI LA FORMAZIONE DELLA MALATTIA. COSI COME LE CONOSCIAMO NOI, PENSIERI DI ISOLAMENTO, DEPRESSIONE, SCORAGGIAMENTO, PAURE, SENSI DI COLPA, RANCORI, INSODDISFAZIONI FAMILIARI, LAVORATIVI, ECONOMICHE ESOCIALI, RISENTIMENTI(E' IL REGNO DELL'EGO) TUTTE MANIFESTAZIONI INVISIBILI, CONSEGUENTI A UNA PERCEZIONE E INTERPRETAZIONE ERRATE DEL MONDO, MA CHE DIVENTATANO VISIBILI NEL FIORIRE DELLA MALATTIA. X AVERE UN CORPO VELLUTATO LAVARSI CON ACQUA E SAPONE,ACCETTARSI X QUELLO CHE UNO E' (ESSERE SE STESSI) |
Emmes |
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onirica.parabola
...donando un sorriso
    

1046 Messaggi |
Inserito il - 31/05/2006 : 07:16:49
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    ......è ANCHE ATTNGERE ALLE RISERVE CREATIVE, CHE OGNUNO HA IN SE!
STAR BENE CON SE STESSI è POTENZIARE ANCHE TUTTO IL NOSTRO ESSERE: CORPO/ MENTE /E ANIMA!...NON BASTA SOLO ACQUA E SAPONE NON CREDI CHE SIA UN DOVERE MIRARE ALL'UNITA'DELLA PERSONA? è che potrebbe essere un cammino di autoconsapevolezza? AMO IL MIO CORPO...MA NON SONO SOLO QUELLO
UN CARO ABBRACCIO EMMES
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onirica.parabola
...donando un sorriso
    

1046 Messaggi |
Inserito il - 31/05/2006 : 07:58:03
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esistono anche tanti aiuti per il benessere del corpo e dell'anima ...prova a leggere questi ... che ben vengano anche alcune "tecniche"
Euritmia
Per armonizzarsi e risvegliare in sé stessi una forza di trasformazione, per vivere meglio con gli altri e migliorare il proprio carattere ci si può "imparare" con l'euritmia. Un'arte del movimento e della "parola e musica visibili" - creata nel primo novecento dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. Ci spiega Maria Enrica Torcianti, insegnante euritmista alla scuola steineriana di Milano: "Nella danza ci si muove per esprimere le pulsioni interiori, la propria anima. Nell'euritmia si seguono invece leggi spirituali ben precise che governano l'uomo e la natura. All'inizio ci si riunisce in cerchio. Si sta dritti per percepire lo stato di verticalità e l'attività della veglia. Poi si va al centro e si ritorna a riformare il cerchio con movimenti fluidi di espansione e contrazione che ricalcano il ritmo della respirazione e che ci unisce agli altri come a un unico organismo pulsante. Si sperimenta il camminare in cui l'uomo per un attimo si stacca dalle leggi di gravità: il piedeè in aria sostenuto da una forza cosmica e poi di nuovo torna a terra. Su e giù, un movimento ritmico che è come se la terra respirasse. Si fanno anche esercizi con delle bacchette di rame che riscalda e armonizza e si lavora sulle vocali e le consonanti. Per esempio quando pensiamo alla "a" viviamo una sorpresa e una meraviglia. La "e" richiama invece un ritirarsi e un richiudersi in noi stessi. Nelle consonanti invece ci sono i movimenti del mondo: nella "l" riviviamo il continuo oscillare dell'acqua, nella "r" siamo trasportati nel turbinare dell'aria, nella "b" sentiamo il condensarsi di un abbraccio. Questi suoni vengono espressi con le braccia e con tutto il corpo. Da un'unione di vocali e consonanti nasce la parola e dalle parole può nascere una poesia. Nell'euritmia si danzano poesie di poeti moderni e classici (da Dante a Montale). La musica è un'arte divina e in euritmia si impara ad accordare il corpo come fosse uno strumento musicale. Le note hanno "angoli" precisi resi col movimento delle braccia. Gli intervalli tra due note rispecchiano invece il movimento dell'anima. Si può scoprire che il nostro corpo fisico è fatto di musica. Le ossa del braccio corrispondono agli intervalli musicali. L'euritmia si insegna ai bimbi con fiabe e filastrocche e agli adulti con esercizi di consapevolezza per avvicinarli ai grandi temi cosmici. In Germania e in Olanda l'euritmia è usata per riarmonizzare i rapporti sociali tra i lavoratori e per combattere lo stress.
Ascolto musicale - Il farmaco sonoro.
C'è chi si è risvegliato da un coma profonda al suono di una ninna nanna - un bimbo nigeriano dopo un incidente d'auto - e chi da un collasso psichico dopo aver ascoltato il flauto del musicista svizzero Andress Wollenweider. Filippo Massara dirige la "Ludi Sounds" - un'editrice di musiche per la meditazione e il rilassamento. E' convinto che la musica può guarirci e ci spiega: " Udiamo suoni non solo con le orecchie e il sistema neuro cerebrale ma anche con migliaia di ricettori sparsi un po' dovunque sul corpo. La musica mette in moto l'immaginazione, favorisce uno stato di regressione e un flusso di affettività. Stimola la produzione di endorfine che alleviano il dolore. Nei nostri gruppi d'ascolto terapeutico si fanno esercizi di vocalizzazione e di autorilassamento, si controlla e si rallenta la respirazione e il battito cardiaco. Ci si concentra per percepire il silenzio, la nostra musica interiore, il "suono del desiderio vitale" e le melodie della natura.Massara ci consiglia un semplice esercizio per il relax che si chiama "ascolto del desiderio vitale". Scelta la posizione più comoda - sdraiati su un tappeto o seduti a terra con la schiena appoggiata al muro e a occhi chiusi - incominciamo a respirare lentamente mentre ascoltiamo i suoni (diffusi in stereo) di una foresta all'alba. Il canto degli uccelli si fonde al mormorio di un torrente. La voce guida ci conduce nell'esplorazione di un ambiente immaginario:distesi in una radura tiepida con la schiena appoggiata al tronco di un albero si cercherà di visualizzare il colore rosso. Il rosso si spande nella foresta e dentro di noi. Poi nasce d'improvviso un suono che attira la nostra attenzione e che proviene dall'albero al quale siamo appoggiati. L'albero ci invita ad entrare dentro di lui. All'interno si sentirà il suono della linfa che sale e scende nel tronco: il suono del suo "desiderio vitale". Adesso siamo bagnati dalla sua linfa e pian piano spostiamo l'attenzione fino a percepire il suono della nostra linfa vitale e della nostra energia: consapevoli che ogni respiro e ogni pulsazione è anche un suono. A fine esercizio si uscirà dall'albero per distendersi accanto al ruscello ascoltando con più intensità il fluire della nostra energia vitale e del nostro desiderio d'esistere. Poi ci si risveglierà con due minuti conclusivi di musica stimolante."
La musicoterapia
Il musicoterapeuta francese Jacques Jost propone invece una cura psicomusicale dove l'ascolto della musica è accompagnato da leggeri massaggi al capo e alle spalle. Opere selezionate da Jaques Jost per la musicoterapia ricettiva. Tchaikovski - Il lago dei cigni - azione introspettiva Beethoven - Concerto n°5 - azione introspettiva Dvorak - sinfonia del nuovo mondo - tonificante Tchaikovski - Concerto n°1 - tonificante Haendel - Largo dall'opera Serse - rilassante Bartok - Musique pour Instrument à corde-esaltante Verdi - Nabucco coro degli schiavi - calmante Mozart - Ave Verum - calmante Terapia musicale della New Age M.Hart - Planet Drum - per stimolare la vitalità D.Hykes - The Harmonic Choir - Canti rilassanti A.Grande - Radice - Anti ansia R. Serra - Ishtar - per stimolare l'affettività Sw. Deva Nirodh - Atmosphere 1°-2°- per il relax S. Halpern-Spectrum Suite- per stimolare la vitalità C.Regazzoni - Magic Wolfy - per stimolare le capacità intellettive Canta che ti passa Eugenio Finardi ha scritto bellissime canzoni. "Amore diverso" l'ha dedicata alla figlia appena nata. In "Come in uno specchio" esplora il mondo delle emozioni. "Mezza Luna" l'ha scritta invece per guarirsi in un momento d'angoscia esistenziale. Una vera e propria canzone terapeutica. Ci dice: "Il ruolo dei creativi è anche quello di educare e far crescere gli altri o oggi lavoro anche per produrre giovani talenti musicali. Come Giorgio Vanni. Nel suo CD che uscirà a gennaio io gli ho scritto 6 testi su 10." Del cantare e del suo lavoro Eugenio Finardi ripete le parole del suo analista "E' una patologia produttiva. Per esibirsi in pubblico ci vuole una gran dose di narcisismo e di egocentrismo, frutto di grande timidezza e fragilità. Io mi sento un po' così. Si canta anche per farsi accettare e il nostro riconoscimento viene con il successo e con gli applausi. Ma alla fine non ci fai più caso e pensi solo a fare della buona musica. La scoperta della mia creatività l'ho acquisita fin da bambino. Mia mamma era una cantante lirica e mio padre un tecnico del suono. Sono nato in un contesto d'arte e da subito sembrò normale che mi mettessi a cantare. Io credo che la creatività nasca da un utilizzo speciale dell'intelligenza. Quando sui pensieri e sulle analisi prevalgono invece i sentimenti. Le canzoni sono fatte di parole, di suoni, di segnali, di emulsioni che ti sgorgano fuori più o meno lucidamente. Il mio analista si è accorto che nelle canzoni che ho scritto 12 anni fa c'erano già tutte quelle risposte che oggi solo riesco a capire così in profondità. A scrivere allora quelle canzoni era il mio inconscio. In tutti i processi creativi si entra nella parte più vera e misteriosa di noi stessi. Se si lavora con onestà e così in profondità ci si può mettere in contatto con la vocina interiore, con la nostra anima".
Arte e Salute nella Natura
Ginevra de Siena, diplomata all’accademia giapponese del "Body Weather Laboratory", insegna a danzare nella natura - in alta montagna o vicino al mare, per risvegliare la vitalità, le emozioni profonde e così migliorare la consapevolezza del corpo. Ci spiega: "Il corpo umano possiede all'interno di sé un'intelligenza innata che ci conserva anche in buona salute. La danza nella natura è una medicina, un modo per godere le carezze del vento, i profumi dell'aria e il calore terapeutico del sole". Prima di tutto si fanno esercizi che riducono la tensione fisica e mentale. Vicino a un torrente e ascoltando il canto del ruscello "ci si lascia danzare" come fa l'acqua che scorre verso valle, senza sforzi, con movimenti fluidi e naturali. In montagna ci si può lasciar guidare dal vento e dondolare e fremere come fanno le foglie appese ai rami. Ginevra porta i suoi allievi nei boschi per fare la doccia ghiacciata sotto le cascate come fanno gli "yamabushi" - gli asceti delle Alpi giapponesi. O al mare per danzare nell'acqua lasciandosi sospingere dalle onde. In montagna si può fare il "bagno di foresta" - si entra nel bosco nudi e sensibili. Si abbraccia un pino per assorbirne l'energia - una vera e propria "pranoterapia verde".
Danza Terapia
Rigidi e sempre in tensione non ci rendiamo conto di quante parti del nostro corpo siano "morte" e contratte. Danzando si riacquista la consapevolezza del corpo e la salute: si risveglia la mente e i sensi. Ci si energetizza: ci si sente più fluidi, più vitali. Ondeggiare il bacino, inarcare la schiena, molleggiarsi e saltellare. Sfruttare la forza d'inerzia per slanciarsi in aria e ruotare come trottole. E ancora dondolarsi imitando il movimento dell'acqua che scorre. Isadora Duncan, pioniera della danza moderna e della danza terapia,danzava nuda per godere il piacere del corpo che si muove in libertà. Ogni tecnica le sembrava inutile. Predicava che la danzaè un'arte per lo sviluppo dei potenziali umani e per l'autoguarigione.Per molte celebrità la danza è stata una vera e propria medicina: il ballerino russo Nijinski riuscì a contenere la sua follia, il coreografo Maurice Bejart a curare una deformazione della colonna vertebrale. Ci dice Rosa Maria Govoni, che insegna all' "Art Therapy Italiana": "La danza terapia trasforma profondamente. Si lavora sulle proprie capacità espressive e poetiche trovando toni, colori e significati a nuovi modi di esprimersi. Osservando i propri sentimenti, le paure, i blocchi e i silenzi." Elena Cerruto è autrice del saggio "A ritmo di cuore - la danza terapeutica". Ci spiega: "La danza aiuta a conoscersi e a modificarsi in modo fluido, senza sforzi e senza costrizioni esterne. La danza è un ponte tra corpo e mente, tra uomo e uomo e tra arte e terapia. E' anche un ponte tra Oriente e Occidente. La danza terapia integra le pratiche della meditazione, dello yoga e delle arti marziali. E' per tutti: anche per chi non ha mai ballato o è portatore di handicap. La danza ci mette in contatto con le nostre emozioni profonde. In modo fisico e piacevole perché è legata alla nostra sensualità e alla nostra sensibilità". Nella palestra milanese "Sarabanda" la Cerruto promuove dei workshop di danza terapia con la consulenza del medico psicomatista Giovanni Ansaldi per "esprimersi creativamente con il proprio corpo, per star bene e per vivere meglio con sé stessi".
Laboratorio di creatività - Biodanza.
Gli stages di biodanza ci immergono a fondo nella scoperta della nostra identità e di aspetti ignoti di se stessi. Permettono un rinnovamento e forme nuove di connessione affettiva. Rolando Toro (ha insegnato Psicologia dell'Arte all'università del Cile) che ha inventato da più di trent'anni il sistema "biodanza" ci spiega: "L'organismo umano esprime la sua creatività fin dalle cellule del sistema immunitario che genera sofisticati e sempre nuovi anticorpi contro gli aggressori. Nei nostri "laboratori di creatività" si insegna a sciogliere i blocchi espressivi per riuscire ad esprimersi con il disegno, la danza e il canto. La creatività è l'espressione della nostra libertà interiore e della nostra salute. Gli esercizi di biodanza sono facili e ognuno può prendervi parte con soddisfazione. Viene stimolata l'emozione dell'incontro con il compagno/a del gruppo attraverso esercizi di comunicazione a due. Poi si passa a un lavoro più approfondito che richiede attenzione per i valori estetici e poetici: si modella l'argilla ad occhi chiusi per esprimere le nostre emozioni più nascoste. Si disegna copiando da un modello ma senza guardare il foglio su cui si scarabocchia. Si respira, si canta e si danza in modo istintivo e armonico. Si scrive una poesia e poi la si "danza". Nel laboratorio delle maschere ci si guarda allo specchio per scorgere i tratti significativi del viso, come lo sguardo, le rughe. Poi, con con cartone, foglie e con pezzi di tela colorata si confeziona la maschera che ci assomiglia, la si indossa e di fronte al gruppo si recita sé stessi ".
Stimolare la creatività
Rolando Toro ci dà alcuni consigli per stimolare la creatività: "Trasformiamo un angolino di casa nostra in un atelier per dipingere, modellare e per raccoglierci in silenzio. Ogni giorno dovremmo dedicare almeno 10 minuti ad una attività artistica per migliorare la memoria e rinforzare i nostri progetti di cambiamento. Si potrà dipingere, cantare, inventarsi una poesia. Chiudere la porta, e isolati e al buio muoversi in libertà e danzare. La nostra sensibilità, la nostra fantasia potrà ampliarsi in modo straordinario. Potremmo anche iniziare a leggere poeti famosi per imparare la difficile arte della scrittura. E poi trovarsi con amici per condividere le nostre piccole scoperte e per mostrare le nostre creazioni. L'atto creatore fa parte della passione di vivere. E la creazione è l'espressione della nostra libertà e gioia interiore."
con il teatro - il Biodramma.
Ribellarsi a un capoufficio tiranno, strapazzare il vicino di casa che ci perseguita. Dar libero sfogo al pianto, alla gioia e alla voglia di verità e libertà. L'occasione ci è offerta dallo psicodramma e dal biodramma. Allo psichiatra rumeno Jacob Levy Moreno è attribuita l'invenzione dello psicodramma: una psicoterapia di gruppo dove al paziente attoreè richiesto di "recitare" con onestà e con verità gli eventi più traumatici della sua vita. Negli anni '70 Lorenzo Ostuni inventa invece il "Biodramma". Questa volta ci si rivolge a un pubblico vasto e generico che ha voglia di conoscersi a fondo. Si è invitati a fare un viaggio simbolico nel "biodromo" - lo spazio scenico-attraverso tre porte iniziatiche. Bios - la porta della Vita -è agghindata come un utero e ci vuol far rivivere l'esperienza della nascita. Poi c'è Eros - la porta dell'amore - dove siè coinvolti in giochi affettivi e erotici con un attrice testimone. Alla fine si dovrà attraversare Thanatos - la porta della morte- e riflettere sulla caducità, sul proprio crescere e morire. Si è accompagnati da un attore che indossa i panni di un moderno Virgilio e alla fine la nostra "recita" e il nostro viaggio sfida verrà interpretato dallo psicologo che assiste al biodramma.
Videospecchio & videodramma
Tutti sanno che si vive nella civiltà delle immagini che mitizza i corpi belli e sempre in forma delle top model e per sfondare in società ci è richiesta sempre di più la "bella presenza". Cindy Crawford confessa a Vogue: "la mia mano sinistra è più bella della destra, il profilo sinistro rende di più in fotografia, quello destro di più in TV". Berlusconiè un perfezionista. Non concede un'intervista senza farsi prima aggiustare il look da Mity Simonetto. E Maurizio Costanzo insegna ai manager a combattere la timidezza e a recitare in TV. Sempre di più si usa foto e video per migliorare la propria immagine e valorizzarsi in società. Negli anni '70 alcuni psicologi americani hanno inventato il videodramma per curare la dismorfofobia - la paura di essere brutti e deformi - e altre insicurezze sul proprio corpo.Ci si mette davanti a una telecamera e poi ci si osserva:è un bagno narcisistico e terapeutico. Nel setting di videodramma, la videocamera si usa come uno specchio - video feedback - per osservarsi mentre ci si muove. Alla seduta partecipa un tecnico video, uno psicologo e uno o più "soggetti - attori ". Nella sala dove si lavora è diffusa una musica rilassante. Dopo alcuni esercizi di movimento che stimolano il relax e la consapevolezza - alla seduta qualche volta partecipa anche un mimo o una danzatrice - ci si mette davanti alla telecamera e si parla a ruota libera. Ci si immagina più belli e spigliati e ci si fa riprendere mentre si "recita" questa parte. Si può anche scrivere su un foglio di carta una serie di sogni segreti e di progetti per il futuro e poi leggerli come fanno gli speaker televisivi. O truccarsi da clown, per imparare a ridere di sé stessi.Ci potremmo ancora specchiare in un televisore mentre la videocamera ci gira intorno e ci riprende da ogni angolo mostrando da angoli inusuali i particolari delle nostre mani, del viso e dello sguardo. Scopriremo così i nostri atteggiamenti, le nostre strategie e i tanti piccoli segreti della nostra personalità.
il teatro: l’esperienza di Franca Rame
Franca Rameè in giro per l'Italia con il suo ultimo lavoro: "Lo Zen e l'arte di scopare" scritto dal figlio Jacopo. Con il solito coraggio Franca parla di sesso e d'un modo d'amare nuovo che ci può far ritrovare l'onestà e la morale che abbiamo perduto. E nel suo nuovo progetto "Teatro al femminile" sponsorizza il lavoro di 15 nuove autrici che ha scelto tra le mille partecipanti ad un concorso che ha inventato.Ci dice: "Per me il teatro è stata una terapia.Quando anni fa sono stata violentata dai fascisti mi sono chiusa in me stessa. Non riuscivo più a parlare con nessuno neanche con Dario e non me la sentivo di andare da un analista. Poi ho deciso di scrivere tutto quello che era successo. Intanto intorno a me succedevano sempre di più violenze sessuali e alla fine mi sono decisa a mettere in scena questa mia storia. Ho debuttato senza provare e senza dire a nessuno che quella che recitavo era successo anche a me. Iacopo mi diceva che era come se mi fossi messa in terapia davanti a mille persone. Poi per il poco rispetto della stampa per i fatti privati della gente la mia storia è saltata fuori e allora dopo 400 repliche non l'ho più voluta recitare. Ho anche sofferto di una depressione terribile. La depressione è una malattia orrenda. Non mangiavo più e mi sostenevo con gli integratori dati alle anoressiche. Ma in uno spettacolo dovevo mangiare in scena un piatto di spaghetti. Ho scoperto allora di riuscire a mangiare solo sul palcoscenico. Recita dopo recita mangiavo qualche forchettata di spaghetti in più e alla fine sono guarita". Per star bene bisogna allora vivere con coraggio e con creatività. Franca ci invita a leggere di più, ad aprire un dialogo cogli amici e coi genitori "per cercare di educarli se necessario". E ci invita a spegnere la televisione, dove tutto sembra facile e tutti hanno successo. Consiglia alle ragazze di disinibirsi. "Lo dice una che è stata inibita per tutta la vita. La mia mamma era una santa donna, cattolica fervente. Il sesso era il peccato mortale. Poi sono stata in collegio dalle suore che ci facevano fare il bagno con la camicia. La donna oggi deve imparare a conoscersi a fondo. A volersi più bene, a ripettarsi, a essere sé stessa bella o brutta che sia, senza copiare da nessuno. Deve sapere quello che veramente vuol fare nella vita e ad imporlo a chi la vuol controllare".
L'antiginnastica.
E' un ottimo antistress che ripristina una corretta respirazione e circolazione sanguigna. "Niente esercizi ginnici faticosi e ripetitivi" ci dice Thérèse Bertherat, la fisioterapista francese che ha inventato l' "antiginnastica". Un'arte dello scioglimento e della distensione muscolare fatta di movimenti dolci e armoniosi che mandano un' eco benefica a tutto il corpo. Con intuizione Thérèse osserva la "tigre" che si nasconde nel corpo, che si rifugia nella "tana" della schiena e che si allunga sotto la pelle muovendo ossa e arti armoniosamente. La "tigre"è il nostro sistema muscolare " possente e bellissimo" che si contrae dalla nuca alla punta dei piedi. Ci dice ancora Thérèse Bertherat:" La tigre (il sistema muscolare) ha pieni poteri sul nostro organismo: se è contrariata può farti spuntare una gobba sulla schiena. Può mozzarti il respiro, irrigidirti il viso, deformarti il corpo. E' capace delle cose peggiori e delle migliori. Può modellarti il corpo: renderlo bello e perfetto. La forma, la bellezza e l'energia, la salute passano attraverso la legge della tigre. Tutti noi abbiamo il potere di creare qualcosa di fragile e di meraviglioso: il nostro equilibrio!". Ogni corpo teso, storto o disarmonico può liberarsi dai blocchi e riavvicinarsi alla forma perfetta. Per la Bertherat questa è la più stupefacente capacità dell'essere umano. Ci spiega che per scorgere eventuali disarmonie ci si può mettere davanti allo specchio con i piedi uniti e le braccia pendenti. E osservare se la clavicola destra è alla stessa altezza della sinistra, se le punte dei capezzoli sono allo stesso livello, se fianchi e ginocchia si equivalgono. Un altro test è modellare ad occhi chiusi po' di plastilina per farne una figura umana che sarà una specie di nostro "doppio" che riflette la condizione della mente e del nostro corpo. Si possono così correggere le nostre disarmonie con gli esercizi dell' antiginnastica. Rilassi gli occhi girandoli in tondo per tre minuti, poi sbatti le ciglia per altri tre minuti. Muovi la bocca: ti sdrai supina e apri e chiudi la bocca lentamente girando le mandibole e la lingua. Poi si passa alla "tigre" del collo: siedi e appiattisci la colonna vertebrale contro una parete. Ruota la testa verso destra e sinistra e afferra e massaggia con le mani le muscolature delle spalle e della schiena (il trapezio).Come puoi "lavorare" la zona tra le gambe? Ti sdrai supina. Contrai e rilassi le natiche: poi metti una palla da tennis sotto il sedere e ci dondoli sopra aprendo le gambe.
Qi Gong
E' un toccasana contro ogni male - dai comuni mal di schiena, alle epatiti ma c'è chi giura che può aiutare anche chi ha un tumore. Gli esercizi di Qi Gong regolano la respirazione, attivano la circolazione del "Qi" - l'energia vitale - e inducono uno stato di armonia e di relax. Per calmare la mente e indurre uno stato di quiete ci si dovrà concentrare sulla respirazione imparando a contare i respiri. Poi si può immaginare di stare eretti come un pino ben piantato che non è scrollato dai venti. Nell'esercizio del "palo eretto" si sta con i piedi divaricati quanto la larghezza delle spalle. Poi si piegano le ginocchia e ci si "siede" nel vuoto: testa e torso diritti. Lo sguardo è in avanti con le palpebre abbassate. Poi si alzano le braccia all'altezza delle spalle - mani e spalle rilassate- e si sta in questa posizione per 10 - 20 minuti. L'esercizio rinforza la costituzione e previene le malattie. Per i disturbi del sistema nervoso invece si giace supini. Le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Poi ci si rilassa immaginando di galleggiare in una vasca d' acqua calda. Wen Zhong You è un ex portiere della nazionale di calcio cinese che insegna Qi Gong. In Italia tiene dei worshops al centro Soma di Milano. Ha studiato con famosi maestri buddisti e taoisti. Ci spiega: " Gli esercizi buddisti ti insegnano a concentrare la mente su alcune parti del corpo e a lasciar fluire i pensieri. Ci si immagina sopra un gigantesco fiore di loto e si dondola il corpo per rilassarsi e assorbire così il Qi cosmico. Si entra così in uno stato di distacco e di concentrazione assoluta. Nel taoismo si insegna a "sedersi nella dimenticanza": corpo rilassato, mente vuota e l'energia vitale che scorre per sbloccare le tensioni. Quando si è più esperti si imparerà a dirigere il Qi nei punti deboli per rinvigorirsi. Se ci si rilassa regolarmente si gode uno stato di benessere cheè chiamato "Unità nella Natura". Caterina Martucciè un medico agopuntore che pratica il Qi Gong. Ci spiega un facile esercizio di "Qi Gong": "Si pratica in piedi - all' inizio per pochi minuti ma poi anche per mezz'ora. Le braccia sono davanti all'addome con le palme rivolte verso l'interno. Si immagina di avere in mano una palla molto leggera. Si respira con l'addome e si immagina di essere in un bosco tra fiori e alberi. Sentiremo diffondersi in tutto il corpo una senso di calore, di calma e di gioia.
Il parere di Marcello Bernardi.
Pediatra di fama mondiale e autore di libri di successo, come Educazione e libertà, Gli imperfetti genitori e Sessualità, Marcello Bernardi è un convinto sostenitore della creatività e delle libertà del bambino e dell'adulto. Imbrigliate spesso da genitori e educatori. Ci dice: "Solo pochi mantengono dentro quello che Freud chiamava "l'anima dell'eterno fanciullo", una personalità creativa, una forte individualità e indipendenza. Da questi bimbi nascono i geni - grandi filosofi e artisti - e gli uomini nel verso senso della parola. Mentre tutti gli altri diventano seguaci, per nulla creativi. Nella vita di ogni giorno si è sempre disattenti, si agisce ma non si pensa a cio' che si fa, si discute impiegando argomenti banali. Non ci si sforza di avere un'idea propria. Originalità e creatività sono cancellate dai potenti strumenti della comunicazione di massa che invece che aprirci a nuove visioni ci "accecano".
L'adulto si deve perciò rieducare alla creatività schermandosi prima di tutto dalla spazzatura televisiva - spettacoli di evasione e concorsini. Aggiunge Bernardi: "Per prima cosa si dovrà vedere meno TV, imparando a leggere i giornali in senso critico, accettando l'opinione degli altri - pur famosi che siano - solo se la si condivide. E poi ci si deve liberare dalla schiavitù del denaro, che domina sempre più ogni aspetto della nostra cultura - dalla salute al tempo libero. Svuotando di senso ogni cosa che si fa. Il famoso filosofo Eric Fromm nel suo libro Avere o Essere ci ha suggerito di lottare nella vita per essere qualcuno più che per avere qualcosa. Le scuole di creatività funzionano solo se chi ci guida non ci impone le cose da fare e le vie da seguire. Quindi per curarsi con l'arte si può fare di tutto: scrivere poesie, dipingere, fare judo, esplorare le montagne. Ma la cosa più importante è che ci si muova di propria iniziativa, spinti dalla propria curiosità e dal piacere. E con un po' di senso critico e di senso estetico. La creatività è un fatto così intimo e personale che o esce dalle persona stessa o non c'é. Non la si può prendere come fosse una medicina o una psicoterapia."
Arte Terapia
La tabella può aiutarci a scegliere il rimedio d'arte terapia più adatto. Ma attenzione: alcuni disturbi (anemia, cefalea, stipsi) possono avere serie cause organiche e di fronte a un malessere ricorrente conviene sempre consultare un medico. Ogni disturbo elencato in tabella ha una componente psicosomatica che può ottenere benefici dalle tecniche elencate nel dossier. Diminuzione del desiderio sessuale - danza terapia, qi gong, biodanza, neosciamanesimo, automotivazione e euritmia. Stanchezza - musicoterapia, arte / natura, comico terapia, qi gong. Mal di schiena - musicoterapia, biodanza, arte / natura, antiginnastica e qi gong. Artrite - danza terapia, musicoterapia, biodanza, antiginnastica e qi gong. Variabilità di umore e disturbi nervosi - arte terapia, euritmia, biodramma, videodramma, comicoterapia, qi gong e neosciamanesimo. Cefalea - danza terapia, musicoterapia, biodanza, arte/natura, comicoterapia, antiginnastica e qi gong. Insonnia - danza terapia, arte terapia, musicoterapia, biodramma, videodramma, qi gong e arte / natura, euritmia. Irregolarità mestruali - danza terapia,biodanza, arte/natura, qi gong. Menopausa - danza terapia, euritmia, arte/natura, antiginnastica, comicoterapia,qigong e neosciamanesimo, videodramma. Disturbi digestivi - arte terapia, videodramma, musicoterapia, biodanza, arte / natura,qi gong, euritmia. Stipsi - danza terapia, qi gong, biodanza, arte / natura, comicoterapia. Squilibri pressori - musicoterapia, biodramma, videodramma, biodanza, qi gong, arte/natura, comicoterapia. Eczemi - danza terapia, arte terapia, biodramma, videodramma, biodanza, arte / natura e qi gong. Asma - arte terapia, musicoterapia, psicodramma, biodanza, arte/natura, qi gong. Comico terapia - guarire col ridere - Da Patch Adams a Jacopo Fo di Italo Bertolasi Film comici, candid camera demenziali e barzellette per mostrarci gli aspetti assurdi e ridicoli della vita. E ancora risi e risate a crepapelle al posto di pillole analgesiche e di costose psicoterapie per curarci e riacquistare ottimismo e buonumore. Sono le semplici ricette della "Humor Terapy", la terapia dell'umorismo, proposta da psicologi allegroni, dottori clown ed artisti di cabaret convinti che il buon riso ha poteri curativi straodinari. "Chi è musone, triste e depresso" ci dice il premio Nobel per la medicina Susamo Tonegawa "non riuscirà a tener lontano le malattie". L'uomo è l'unico animale ridente: non c'è nessuna emozione, a parte l'amore, che sia così potente e universale. Eppure ancor oggi "per la scienza il riso è misterioso come un buco nero" ci dice il medico inglese Jhon Hadfield. Le ultime scoperte della PNEI - lo studio delle relazioni tra psiche, sistema neuroendocrino e immunitario - hanno accertato che tristezza e pessimismo inibiscono la nostra vitalità favorendo stati di stress e depressione. Allora compaiono palpitazioni, disturbi del sonno e dell'appetito assieme ad ansia e tensioni. Mentre riso e buonumore giovano all'intero organismo, al nostro io profondo, alle nostre relazioni sociali e aiutano i processi di guarigione. Per questo a New York, fin dal 1986, un'equipe di 35 clown del Big Apple Circus affianca i dottori nei reparti di oncologia e negli ospedali pediatrici. E Patch Adams, medico e clown professionista, ha fondato in West Virginia la comunità sanitaria Gesundheit Institute per curarci con la medicina del pensiero positivo e del buon ridere. Patch è convinto che non si può separare la salute del mondo da quella dell'individuo e che allegria e autosostegno morale sono le cure più efficaci. Da sempre infatti si sa che "ridere fa buon sangue"! Con la comicoterapia si possono fare miracoli. Ne è convinto Jacopo Fo, figlio del Nobel Dario Fo, che ha ideato corsi di "Yoga demenziale e Zen occidentale" che si tengono alla Libera Università di Alcatraz, una valle dell'Eden alternativo, tra Gubbio e Perugia ed Assisi. Ci dice: "Lo Zen è qui, ora, ogni volta che ti viene da ridere! La vita è tutta una roba da ridire: le endorfine prodotte da una bella risata rassicurano, tranquillizzano e liberano l'energia vitale più profonda. Lo Zen occidentale ha scelto come maestro spirituale il piacere e il buon ridere. Via i sensi di colpa che ci bloccano e via le paure che ci avvelenano la vita. Perchè tutta la saggezza d'Oriente e d'Occidente può essere riassunta in una gigantesca risata!". A settembre la cittadina ligure di Bordighera è diventata ancora una volta la "Città dell'Allegria e dell'Umorismo" che ha accolto il congresso internazionale sull'umorismo dedicato quest'anno al tema: "Guarire dal Ridere". Dibattiti, spettacoli, mostre, corsi di fumetto umoristico e seminari sono stati proposti come una "terapia intensiva e un periodo di cure alle terme del buonumore e alle beauty farm dello spirito". Si sono ritrovati medici e studiosi che hanno indagato le virtù terapeutiche dell'umorismo e che hanno spiegato a un pubblico attentissimo come, quanto e perchè fa bene ridere. Oltre a Patch Adams e Jacopo Fo c'erano Branko Bokun, studioso di psicologia sociale e autore di "Ridere per vivere" Mondadori, Mario Farnè, docente di psicologia medica e autore di "Guarir dal Ridere" Bollati Boringhieri, l'associazione romana "Ridere per Vivere" e la fondazione svizzera "Theodora". La neonata "medicina umoristica" è così finalmente di moda! Dopo aver invaso i siti Internet, le librerie, gli ospedali e i fitness center d'America è sbarcata anche in Italia. In America l'American Association for Therapeutic Humor - l' Aath - gia da anni fa indossare ai suoi medici nasi da clown e mette in circolo riviste di settore, come il "Giornale della gaiezza infermieristica", che ci informano sui progressi della comicoterapia. I medici del sorriso ci dicono che ridere a creapelle fa lo stesso effetto rilassante di un buon esercizio fisico: dieci belle risate al giorno sono come dieci minuti di aerobica o di vogatore. Quando si ride si fa una microginnastica salutare dei muscoli facciali, delle spalle, del diaframma e dell'addome. Ci dà una carica di vitalità che stimola il nostro sistema immunitario riducendo i livelli di adrenalina nel sangue e liberando dal cervello le beta - edorfine che hanno un potente effetto analgesico e rilassante. Ecco allora scientificamente confermato il buon detto popolare che "una risata al giorno toglie il medico di torno". Ridere migliora la memoria e ci allegerisce dalla noia e dalle delusioni che ogni tanto ci riserva la vita. E' un meccanismo di difesa contro ogni forma di ansia. Le battute oscene esorcizzano le paure e i tabù sessuali. L'umor nero ci aiuta a convivere con morte, malattie e catastrofi sentimentali. La satira è una salutare e pacifica ribellione contro chi ostacola le nostre libertà. L'umorismo scatologico ci libera dai tabù che riguardano gli escrementi e le funzioni fisiologiche. E l'ironia verso sé stessi è un'autodifesa contro gli insuccessi professionali e i cali d'autostima. Il riso del clown è sempre stato anche un atto di rivolta contro i soprusi dei potenti e contro la censura morale di chi pretende di educarci. Il riso non va preso sottogamba: è una cosa seria! A ripetercelo è lo psicologo Mario Farnè: "ridere è veramente importante in qualsiasi momento della vita. Non bisogna mai perdere l'occasione di farsi una bella risata per affrontare gli eventi quotidiani con un bel sorriso sulle labbra."
Le proposte
L'Associazione "Ridere per Vivere !"
"Le emozioni positive e il buon ridere possono alleviare e risolvere disturbi delle più svariate tipologie. Emozioni positive, speranza, fede, gioia, creatività, umorismo, comicità contribuiscono al mantenimento della salute meglio di tanti farmaci". Sono le idee dell'associazione socio - sanitario - culturale "Ridere per Vivere" animata dalla psicoterapeuta Sonia Fioravanti e dall'attore e comicoterapeuta Leonardo Spina. I loro laboratori "Comicità è salute" sono stati sperimentati con successo ormai da otto anni con persone di ogni età. Sono una palestra dove ci si "allena ad osservare la realtà con ottimismo e un po' di umorismo". I corsi sono stati proposti anche nelle scuole dove si è lavorato alla prevenzione del disagio giovanile e a "corsi di aggiornamento" per gli insegnanti. Negli ospedali invece si sono formati i "volontari del sorriso" e i primi "medici della risata" italiani. Oggi è anche in progetto l'apertura di un vero e proprio "Reparto di Terapia del Ridere" in un ospedale romano, dotato di videoteca umoristica e collegato via Internet con gli altri "Ospedali del sorriso" già esistenti nel mondo. I laboratori di "Comicità è salute" sono trimestrali ma si può partecipare anche a minicorsi durante i weekend. Il laboratorio comprende la parte pratica di "espressività corporea": si "gioca" per legarsi di più al gruppo. Si usano tecniche teatrali e psicologiche per esprimersi con più istintività e sincerità al di là di qualsiasi mediazione razionale o inibizione sociale. Si fa "scrittura creativa" per permettere al nostro cervello di lavorare con istintiva spontaneità. Si usano parodie, scioglilingua e componimenti fantastici, umoristici e satirici. Con tecniche auto-ipnotiche e esercizi di visualizzazione creativa si favorisce il "risveglio" e l'incontro con la parte vitale, geniale e più autentica di noi stessi, il "bimbo interiore" che ognuno si porta dentro.Nella parte teorica del seminario invece si affronta il mistero del perché si ride con le risposte che oggi ci dà la neonata "psicologia dell'umorismo" che spazia da Freud alle più recenti scoperte della scienza medica e dell'antropologia bio-sociale. Si studia la "storia della comicità" attraverso la mitologia, la storia del teatro e delle religioni e si visionano film comici. Così si può comprendere l'importanza della comicità nell'evoluzione umana.
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onirica.parabola
...donando un sorriso
    

1046 Messaggi |
Inserito il - 31/05/2006 : 08:04:40
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L'autoconsapevolezza è un cammino duro:fondamentale conoscere se stessi per essere eventualmente d'aiuto ai fratelli
per mia esperienza di vita (ho figlio con una lesione cerebrale).. posso affermare che alcune tecniche funzionano bene!
Ovviamente sono "strumenti"...sta a noi adoperarli con coscenza/conoscenza professionale ed AMORE!Molti strumenti su indicati li usiamo anche al lavoro (anche con esperti)...e funzionano!
opss...ho scritto coscenza senza la "i"
leggete coscienza/...scusate ma sono sempre un po' pasticciona
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Modificato da - onirica.parabola in data 31/05/2006 08:17:43 |
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