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 La rivolta in Val di Susa: una Terra Santa
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Angelinet
Angelinet- Gli Angeli tra noi...

Città: Angelinet


516 Messaggi

Inserito il - 09/12/2005 : 02:34:46  Mostra Profilo
Chi difende la propria terra, la TERRA,
i propri diritti, i Sacri diritti di tutti,
la natura, la natura di Dio,
la Sacralità dell'uomo nel suo ambiente,
e si batte per il progresso dell'Uomo-Umano nell'Amore,
è un Eroe.
Il Pianeta Terra è di Dio e dei suoi figli.
Difendiamolo dagli attacchi finali della Bestia.

Solidarietà ai nostri Eroi e Fratelli della Val di Susa.




vision
Osservatore silenzioso


Regione: Piemonte
Prov.: Cuneo
Città: bra


6 Messaggi

Inserito il - 11/12/2005 : 14:24:14  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di vision
CIRO MENOTTI - (1798-1831)
Patriota, appartenente alla Carboneria. Intervenne nelle cospirazioni per l'indipendenza politica. Con la proclamazione del "non intervento" da parte del sovrano francese Luigi Filippo d'Orléans, si creò nei patrioti italiani una forte speranza. Il 3 febbraio 1831, dopo aver raccolto le armi, Menotti radunò i suoi seguaci più fidati.
Assediato dai dragoni, nonostante un'accesa resistenza, fu arrestato. Dopo un sommario processo venne condannato a morte ed impiccato.




Gli Stati italiani reagirono rabbiosamente alle disposizioni del Congresso di Vienna. In tutto il territorio italiano si diffusero, come nel resto d'Europa, delle società segrete, costituite da liberali. Questi presero il nome di Carbonari, poiché si avvalevano del gergo dei carbonai.
Nel 1820 un insurrezione capeggiata dal generale Guglielmo Pepe scosse il Regno delle due Sicilie, e costrinse Ferdinando I a giurare la Costituzione, e ben presto, seguendo Palermo, un moto separatista guidato da Pietro Colletta si propagò in tutta la Sicilia.
La Santa Alleanza reagì inviando truppe austriache, che riuscirono, sconfiggendo Pepe a Rieti, a restaurare almeno il regine di Napoli.
Nel frattempo, i "federati" lombardi e piemontesi si accordavano per un'azione comune che espellesse gli Austriaci dalla Lombardia e che mirasse ad ottenere un regime costituzionale. Così, nel marzo del 1821, i Piemontesi capeggiati da Santorre Santarosa e appoggiati da Carlo Alberto ottennero una costituzione, condizionata dall'approvazione del re.
L'intervento austriaco, però, restaurò prontamente la monarchia assoluta a Torino, e Carlo Alberto decise di ritirarsi in Toscana, mentre gli insorti vennero processati e condannati.
Nel 1831, scoppiò la rivoluzione liberale di Parigi, la cosiddetta Rivoluzione di Luglio, che vide lo detronizzazione del re reazionario, Carlo X in Francia, e l'incoronazione, da parte del popolo, di Luigi Filippo d'Orléans. Questo evento stimolò i liberali dei Ducati di Modena, che prepararono un'insurrezione, fiduciosi nell'appoggio della Francia.

A capo dei liberali si pose Ciro Menotti, un commerciante in contatto con i liberali francesi, il quale fu però tradito da Francesco IV, Duca di Modena, che, all'improvviso, aveva optato per una politica del non intervento. Ciro Menotti venne,poi, arrestato ed ucciso. Ma i moti dilagarono verso Bologna, in tutta la Romagna, nelle Marche ed in Umbria e in breve tempo, nonostante il duca fosse fuggito con Ciro Menotti in catene, gli insorti ebbero la meglio. Il 25 febbraio proclamarono lo Stato delle Province Unite.
L'Austria, però, non mancò di inviare le sue truppe, che batterono quelle dei liberali, e permisero al duca di Mantova di rientrare e di dare vita ad una feroce reazione, la quale costò la vita, oltre che a Ciro Menotti, anche a molti degli insorti.
Il movimento carbonaro uscì fortemente scosso da questi avvenimenti.
I carbonari avevano commesso degli errori fondamentali, a loro era mancato un programma comune, la partecipazione attiva delle masse popolari ed un collegamento tra i moti, che si erano basati su un'eccessiva fiducia verso i sovrani e gli stranieri.
Venne ben presto messa in luce l'esigenza di un programma politico chiaro e unitario, a farlo fu Giuseppe Mazzini, che dopo aver militato nei moti, nel 1831 fondò, a Marsiglia, la Giovine Italia. Questa era una società segreta, che sosteneva un programma unitario e democratico che si basava su alcuni punti fondamentali. Sulla necessità della partecipazione globale del popolo, ma in particolare delle giovani generazioni, al fine di costituire un Paese unito; perché l'unità era per Mazzini la condizione necessaria per la vita e la prosperità di una Nazione.
Mazzini fu il primo a professare e sostenere la necessità dell'unità del paese.
Gli ideali di Mazzini fomentarono alcune rivolte popolari, che però furono subito represse (rivoluzione di Genova (1833); Invasione della Savoia (1834); I Fratelli Bandiera (1844); Moto di Rimini (1845)).
L'insuccesso dei tentativi repubblicani e la crisi del pensiero mazziniano favorirono l'affermazione di alcune correnti moderate.
Vincenzo Gioberti, che inizialmente era stato un sostenitore di Mazzini, fu l'ispiratore del neoguelfismo. Sosteneva che Mazzini non avesse tenuto abbastanza in considerazione le radici storiche del popolo italiano, ossia il suo essere fondamentalmente cattolico e moderato. Il suo movimento, infatti, come il suo corrispettivo medievale, tese a dare una posizione preminente al papato nel Risorgimento italiano.

vision
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