| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| merystella |
Inserito il - 13/11/2008 : 17:05:07
Amare vuol dire volere bene, quindi comprendere, condividere, aiutare, ascoltare, soccorrere, donare, sopportare, capire, consolare, sorridere.
Amare vuol dire pure soffrire del disagio dell’altro, condividere la sua sofferenza, le sue lotte, i suoi desideri di giustizia, soffrire delle sue disgrazie, gioire delle sue gioie. Amare vuol dire, soprattutto, avere compassione, donare conforto, affetto, amicizia.
Amare il prossimo non vuoi dire perciò, dare ad esso quanto occorre, o qualcosa del nostro superfluo, bensì preoccuparsi di esso, e non di tanto in tanto, in tempi prestabiliti, ma sempre, come ci si preoccupa dei propri figli o familiari e della propria vita.
Può sembrare troppo difficile, ma è così: l’amore è una virtù teologale, cioè derivante da Dio, anzi è la carità di Dio, e la carità può essere definita tale solo se si esercita per amore di Dio e non per altro sentimento (pietà, compassione, vanagloria).
Chi soccorre il bisognoso, perché spinto da un senso di compassione e non per amore di Dio, non esercita la vera carità ma sarà generosità, altruismo, solidarietà (tutti sentimenti nobili ed eccellenti) ma non certo Carità.
San Paolo dice: “Anche se dessi tutti i miei beni ai poveri e non avessi la Carità nulla mi gioverebbe”
La Carità dunque supera ogni generosità perché essa è vero amore di Dio. Si deduce quindi che la Carità non è e non deve essere considerata solo come denaro o merce che si dona e tanto meno come elemosina.
Spesso intendiamo per carità donare ai poveri cose che altrimenti si sarebbero buttate nei bidoni dei rifiuti, con la convinzione d’aver fatto chissà quale cosa grande; in realtà il più delle volte è un gesto umiliante per chi lo compie e per chi lo riceve.
La carità è un atto di amore o, meglio, uno sforzo, una rinuncia che si fa per amore e che ci ripaga con tanta gioia. Carità vuol dire scoprire nel prossimo (povero o malato) il fratello e amarlo come tale o, meglio, come la nostra vita, come ci insegna Gesù nel secondo comandamento dell’amore: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. (Mt 22, 39).
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| Piccolo Principe |
Inserito il - 14/11/2008 : 20:58:04 Citazione: Messaggio inserito da merystella
Citazione: Può sembrare troppo difficile, ma è così: l’amore è una virtù teologale, cioè derivante da Dio, anzi è la carità di Dio, e la carità può essere definita tale solo se si esercita per amore di Dio e non per altro sentimento (pietà, compassione, vanagloria).
pietà, compassione: sono attributi (Virtù) di Dio.
vanagloria: non associabile alla Pietà e alla Compassione. Citazione: Chi soccorre il bisognoso, perché spinto da un senso di compassione e non per amore di Dio, non esercita la vera carità ma sarà generosità, altruismo, solidarietà (tutti sentimenti nobili ed eccellenti) ma non certo Carità.
Questa è una bugia. Quando uso la parola "bugia" non prenderla come offesa. Per me bugia = non Vero rispetto a Dio. E' una bugia perchè senza Pietà e Compassione, neppure tu esisteresti.
Citazione: San Paolo dice: “Anche se dessi tutti i miei beni ai poveri e non avessi la Carità nulla mi gioverebbe”
San Paolo non dice che Compassione e Pietà siano false Virtù. Piccolo Principe dice che la Carità può nutrirsi solo dalla Pietà e dalla Compassione.
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| merystella |
Inserito il - 14/11/2008 : 10:51:48
Ognuno ha il suo modo di pensare |
| allegra |
Inserito il - 14/11/2008 : 10:03:19 Ciao Luriel, io invece penso che noi siamo assolutamente coerenti nell'amare il prossimo come noi stessi,nel senso che spesso non amando noi stessi, non amiamo nemmeno il prossimo, spesso oltre a non essere tutti né delle Madre Teresa o Gesú, non siamo nemmeno "umani"e infatti diamo fuoco a delle persone sulle panchine , per il semplice gusto di farlo.
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| luriel |
Inserito il - 13/11/2008 : 23:18:27 Citazione: Messaggio inserito da merystella
Amare vuol dire volere bene, quindi comprendere, condividere, aiutare, ascoltare, soccorrere, donare, sopportare, capire, consolare, sorridere. Amare vuol dire pure soffrire del disagio dell’altro, condividere la sua sofferenza, le sue lotte, i suoi desideri di giustizia, soffrire delle sue disgrazie, gioire delle sue gioie. Amare vuol dire, soprattutto, avere compassione, donare conforto, affetto, amicizia.
-omissis-
demagogia.belle parole e niente piu'. chi tra noi le ha mai attuate "davvero" queste "belle intenzioni"? Ma se non riusciamo nemmeno a sopportare noi "stessi"..parliamo di confortare l'altro... Siamo piu' realisti e cerchiamo di fare cio' che e' piu' vicino alla nostra possibilita' reale ...non siamo tutti Delle Madre Teresa o Gesu' |
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