| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Angelo |
Inserito il - 20/08/2006 : 11:39:10 In ogni cultura l'incontro con la morte è sempre un grande dolore(speccie nella cultura occidentale)Essa tocca tutti,credenti non credenti,persone oneste e non oneste,non fa distinzione alcuna ne di razza ne di religione.E il momento forse in cui l'essere umano non può fare una selezione,sfugge al suo controlo. Perchè tanta fatica su questa terra ad accumulare magari richezze,ad essere i primi in tutto se poi tutto termina? E perchè condurre una vita onesta,se poi alla pari di con lo è si muore? Ho incontrato persone che si affidano a medum per stabilire un contatto con le persone care morte,persone che non riescono a trovare pace dentro nonostante abbiamo una fede religiosa. Cosa manca: a questo essere intelligente perchè nella morte trovi un rapporto con la vita? Io penso che manchi una cosa indispensabile: il rapporto con la vita. Se guardiamo la nattura,vediamo che è un continuo rinascere,un ciclo vitale che passa tra la nostra terra e l'universo,tanto più le scoperte scientifiche vanno avanti ci parlano di un rapporto tra il cosmo e la terra,da far intravedere una continuità della variante vitae. Le varie filosofie religiose,siano esse deiste cioè che credono nella esistenza Divina e nella sua creazione,e quelle che non credono(ma di altretanto rispetto)nella esistenza di DIO,insegnano e hanno in comune proprio il proseguo della vita il suo evolversi in altra forma esistenziale; quindi che si sia atei,materialisti,o credenti,in comune abbiamo una cosa: Come ci poniamo in rapporto con la vita,e come ci prepariamo alla trasformazione della stessa? ------------------------------ Buona Domenica. Namaste. |
| 10 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| opale |
Inserito il - 13/10/2006 : 10:54:30 Bè,la vita secondo mè è inanzitutto un dono che stà a noi interpretare come gradito o sgradito. Non dimentichiamo comunque che colui che ci hà donato questa nei momenti di nostra debolezza è sempre pronto a venire in nostro soccorso,stà a noi riuscire a vedere la presenza della sua guida. In noi risiedono tutte le priorità per riuscire ad interpretare la nostra esistenza,fatti esterni a volte confondono le intenzioni di realizzazione che stiamo perseguendo,ma ciò non dovrebbe bastare per abbandonare questo mistero che credo sino alla fine sarà sempre denso di sorprese. Dobbiamo accettare la nostra vita come un dono,riuscendo a capire chi la donata a noi,e la sua gioia e felicita che non dobbiamo tradire.
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| love |
Inserito il - 13/10/2006 : 10:06:25 Sulla Sorella Morte ultimamente ho un pensiero positivo rispetto a molto tempo fa. Da quando ho perso il mio papà mi sono posta molte domande. Ho trovato molte risposte in alcuni libri e l'ultimo che ho letto e che mi ha sollevato da tanta angoscia e dolore è Matthew, parlami del Paradiso di Suzanne Ward. Lo consiglio a tutti. Ora guardo con occhi diversi tante cose e fiduciosa di poter assaporare quel meraviglioso "luogo" dove si trovano i nostri cari vivo questa vita terrena nel miglior modo possibile:in armonia con la nostra cara madre terra e tutti i suoi abitanti. Un abbraccio a tutti. Roberta
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| Angelo |
Inserito il - 12/10/2006 : 20:59:00 Citazione: Messaggio inserito da Acqua
Ho letto su un libro di meditazione che il suicidio può essre indotto anche da angeli maligni che, entrando in contatto, disturbano ossessivamente fino alla pazzia e di conseguienza il suicidio.Allora alcune persone sono davvero indotte alla morte.....cosa pensate voi?
Intanto se sono maligni non sono angeli,ma al limite demoni o entità naturalemte maligne.
Fino ad oggi però ho visto più umani che compiono direttamente il male contro loro fratelli o sorelle. |
| Acqua |
Inserito il - 12/10/2006 : 20:49:47 Ho letto su un libro di meditazione che il suicidio può essre indotto anche da angeli maligni che, entrando in contatto, disturbano ossessivamente fino alla pazzia e di conseguienza il suicidio.Allora alcune persone sono davvero indotte alla morte.....cosa pensate voi? |
| Angelo |
Inserito il - 12/10/2006 : 20:28:33 Citazione: Messaggio inserito da Aneres

Tempo fa lessi sotto la fotografia di un ragazzo ,che non seppi mai chi fosse,queste testuali parole:" Meglio la morte che continuare a peccare". queste parole mi sono rimaste dentro,senza mai capir bene il loro senso,ma se decidere di terminare la propria vita è peccato ...allora cos'è meglio? si può decidere di dare un termine alla propria vita se si pensa di vivere sempre nel peccato?...si può vivere nel peccato perchè non si può dar fine alla propria vita? forse non so se faccio un pò di confusione,ma è una cosa che mi son sempre chiesta.
  
Cmq. io amo la mia vita e con tutti i sacrifici dovuti cerco sempre di star sulla giusta via... 
Dunque il suicidio e peccato,perchè rompe un equilibrio della vita,ma non sempre chi si suicida comette peccato:perchè?il suicidio può dipendere non dalla libera volontà e quindi pieno esercizio del libero arbitrio,ma indotto da pressioni spicologiche sociali o problematiche non controlabili dal soggetto,per cui spesso la colpa di questo suicidio ricade su la causa primaria. Quindi la vita bisogna viverla pienamente,perchè è sacra,e colui che.o colei che con suoi atti,o parole,portano un soggetto al suicidio la colpa ricade su di essa.
Ecco perchè la sofferenza di altri se dai noi direttamente ignorata,ricade su di noi: Se noi possediamo un fonte d'acqua pura,ed essa serve per irrigare i campi del nostro confinante,e noi per incuria aveleniamo l'acqua,cosa succede? I prodotti conterano il veleno e anche noi moriremo come il contadino,che ci ha venduto i prodotti. |
| Acqua |
Inserito il - 12/10/2006 : 19:38:54 Io penso che se una persona arriva a un gesto estremo come questo vuol dire che non conosce l'amore, che non è solo ricevere, ma anche dare.....non conosce in profondo se stesso e la sua forza interiore.Sente che la vita è un peso e non una gioia, non ci sono più vie d'uscita se non la morte.Eppure chi è realmente consapevole della vita oltre la morte non la pensa così, perchè sa che la vita è un cammino dove raccogliere insegnamenti e accrescere la propria anima fino alla perfezione....fino a Dio.Tutti avremo lo stesso destino, ma un attimo prima della morte ognuno di noi la accoglierà diversamente( credo), secondo il bagaglio che ha portato fin lì durante la vita. |
| Aneres |
Inserito il - 12/10/2006 : 19:22:14  grazie ...ELEKTRA! e' vero non bisogna mai scappare,ma affrontare le proprie responsabilità e le vicende della nostra vita!
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| emmes |
Inserito il - 12/10/2006 : 18:01:27 Caro Angelo, il tuo scritto è chiaro. La morte non guarda ne piccoli ne medi ne grandi. Tutti veniamo dal peccato originale, e dobbiamo convivere tutti i giorni con la vita e con la morte, giorno e notte. Non vi preoccupate perchè la morte e simile la paura.Solo l'amore può annullare la paura e la morte,l'amore ti fa allungare la vita, di rende felice, calmo, sereno, affettuoso, tranquillo, sereno, essere in pace con te stesso. Ama la natura e ti sentrai pieno di forze,aquisterai la potenza divina che hai nel tuo cuore.Questo è un dono che ci ha dato Dio, ed ognuno di noi non lo deve tradire. Dio fa di me ciò che vuoi.
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| elektra |
Inserito il - 12/10/2006 : 17:07:51 Ciao,bella domanda.... Io penso che si possa vivere e imparare dai propri errori. Il peccato non è altro che un errore dell'essere umano che non sa quello che sta facendo o per cattiva educazione o per atteggiamenti di carattere sbagliati.Beh una volta che ha capito che sta sbagliando e vuole rimediare può secondo me ricominciare da capo e con un bagaglio di esperianza maggiore.Quindi che senso ha suicidarsi ...non si risolve niente anzi si ricomincia da capo e l'anima non si evolve.Perchè se vogliamo evolverci dobbiamo imparare dagli errori e migliorare , a volte serve anche il peccato per farci capire che sbagliamo.Perchè no.... l'importante è capirlo.Quindi chi si suicida non monda i peccati scappa e basta .E finchè si scappa non si va avanti si rimane sempre li fermi. Si può e deve vivere per affrontare tutto quello che arriva bello o brutto che sia e imparare a diventare forti.E imparare vuol dire evolversi.Un abbraccio |
| Aneres |
Inserito il - 12/10/2006 : 13:04:05 
Tempo fa lessi sotto la fotografia di un ragazzo ,che non seppi mai chi fosse,queste testuali parole:" Meglio la morte che continuare a peccare". queste parole mi sono rimaste dentro,senza mai capir bene il loro senso,ma se decidere di terminare la propria vita è peccato ...allora cos'è meglio? si può decidere di dare un termine alla propria vita se si pensa di vivere sempre nel peccato?...si può vivere nel peccato perchè non si può dar fine alla propria vita? forse non so se faccio un pò di confusione,ma è una cosa che mi son sempre chiesta.
  
Cmq. io amo la mia vita e con tutti i sacrifici dovuti cerco sempre di star sulla giusta via...  |
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